Concerto Patty Pravo Milano

Patty Pravo

Bella performance al Teatro Ventaglio Smeraldo, dondolando tra emozioni e capricci tecnici

COLLAGE DI SONORITÀ - Impiegabile lo è. Determinata e cocciuta pure. Nicoletta Strambelli, la Patty Pravo della canzone italiana, colpisce per la caparbietà. In tournè a Milano, il 2 ottobre , al Teatro Ventaglio Smeraldo dà prova di grande professionalità e resistenza. Lo show inizia. Le sonorità rock si miscelano con ballate romantiche e brani riarrangiati strizzando l'occhio ad atmosfere vagamente orientaleggianti. Accordi dissonanti per testi che raccontano disagio, viaggio, ricerca del sé, sessualità ambigua e grande voglia di cambiamento. Les etrangers, E dimmi che non vuoi morire, Tristezza moderna, Bisanzio, Pensiero stupendo, fra gli altri brani in scaletta. 

CAPRICCI TECNICI - Ma qualcosa non va. L'acustica del teatro è imbarazzante. Toglie potenza all'inconfondibile timbro di Patty, ne sminuisce la qualità vocale. Il sound si disperde, nonostante la folla, che gremisce spalti e platee. "Devono avere fatto delle modifiche al teatro rispetto all'ultima volta in cui ho cantato. Non si sente niente, non sento niente. Vi chiedo scusa!", precisa la Pravo. 
E l'ovazione la interrompe. "Tutto ciò è terribilmente frustrante per noi- aggiunge l'artista- e per voi, immagino…". Va avanti e lo fa con classe. La semplicità di un piano, i cui tasti sono da lei accarezzati, esalta finalmente le sue doti interpretative nel momento più emozionante della serata. Se perdo te e Pazza idea. Il pubblico si infiamma. E ancora Bambola. Patty balla, salta e si muove come avesse vent'anni. E in scena in effetti li ha tutti. "Le donne si accaniscono contro gli uomini. Va di moda adesso. Mi dissocio!" e insegue il chitarrista. 

FINALE DA STAR - Ultimi momenti con Qua e là e Ragazzo triste. L'esecuzione di Tutt'al più scatena una standing ovation e un tifo da stadio. Lei stessa perde a tratti la lucidità, l'autoironia e il distacco da grande artista che l'avevano caratterizzata in tutta la serata. Sembra commuoversi, quasi fosse la prima volta in cui riceve tutto questo calore dal pubblico. In chiusura un pezzo a cui lei è molto legata, I giorni dell'armonia. "Vi auguro come faccio sempre salute prima di tutto, pace nell'anima e che il pensiero riposi…", chiude così la signora StrambelliLe mani che hanno narrato suoni e descritto parole si fermano. I capelli sono scompigliati. Tracce di sudore sul volto androgino e enigmatico dell'interprete. Certo la voce non è più quella di un tempo. La serata dura poco più di un'ora e mezzo. Patty è visibilmente stanca- e durante gli applausi si presenta in scena con un accappatoio gettandosi a terra stravolta insieme alla band. La resistente non concede bis. Nonostante tutto è magia…

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