Offlaga Disco Pax: prosa critica

Personaggi e storie di vita raccontate dalla band con parole disincantate

Un dizionario della lingua italiana, alcune confezioni di Toblerone e Tartanky. Il palco del Tambourine il 13 novembre ospita l'immaginario degli Offlaga Disco Pax. Il trio, composto da Max Collini (alla voce), Daniele Carretti e Enrico Fontanlli addetti alla musica. Le canzoni dal vivo assumono i nuovi tratti, quelli delineati da Prototipo ep, in cui sei brani storici vengono pubblicati con una veste inedita. La componente testuale è accentuata, il tessuto sonoro si dipana tra tastiere Casio e ambient music, lasciando tutto il potere d'attrazione alle parole. 

Dietro il leggio incorniciato dai ritagli di Cronaca Vera Collini racconta, con la sua cadenza emiliana,la vita, propria e altrui vista attraverso l'ottica di un socialismo realista che non esalta ciecamente. La prosa disincantata, critica, aspra di Superchiome, Khmer Rossa, Dove ho messo la Golf lascia il pubblico di sasso. Una musica non da ballare, da ascoltare e assaporare, le orecchie sono attente per De FonsecaTono metallico standard. Uniche concessioni al pulsare dell'elettronica sono Onomastica, per cui appare sul palco l'elenco telefonico di Reggio Emila, e Robespierre, forse la più amata dal pubblico.

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