Nicola Arigliano

The Italian Crooner

Grazioso cinemino all'aperto all'IdroPark, di quelli d'altri tempi che ti fanno sentire impigliato al palato il gusto battiatiano di una "Summer on a solitary beach"; sedie in fila sull'erba, gente seduta tranquilla in attesa dello spettacolo ed uno sciame di conversazioni che si perdevano intrecciandosi nell'aria dell'estate. Tutto poteva filare liscio in questo modo, se non che il buio, scendendo, si è portato con sè un ometto curvo e traballante, con la coppola ostinatamente pigiata sulla testa, che si è alzato dalla prima fila dove stava seduto non osservato e si è trascinato molto lentamente sul palco.

MR. ARIGLIANO - "...'a Nicò, non quello!!..." se ne esce il chitarrista della band rivolto a Mr.Arigliano, il quale si stava aggrappando al microfono sbagliato fra gli applausi del pubblico... "Cominciamo bene" potrebbe pensare lo spettatore poco attento, e invece questo è solo l'inizio di quel festival dell'autoironia messo in piedi ieri sera dal pluriottantenne swinger pugliese, al secolo Pasquale Arigliano, che non spreca occasione per prendere in giro se stesso e i suoi musicisti. Il cuore pulsante della serata infatti è stato proprio il carisma di Arigliano, la sua attitudine scanzonata, la sua simpatia, la sua professionalità sregolata, la sua coerenza, che ne hanno fatto fatto un simbolo vivente della vita vissuta "on the road" fra note jazz veloci come gatti.

AUTOIRONIA D'AUTORE - Se un concerto mormale inizia dall'inizio, il suo inizia dalla fine, dalla presentazione dei musicisti: una chitarra, una fisarmonica, un basso e una batteria. Una chitarra, una fisarmonica, un basso e una batteria. Una chitarra, una fisarmonica...eh già, perchè qui ha inizio la seconda gag della serata, con Arigliano che recita la parte del vecchio rimbambito che non si accorge di ripetersi in continuazione, che si dimentica tutto, che ha bisogno del suo chitarrista che gli stampa davanti agli occhi i testi delle canzoni, ma poi comincia il jazz, quello vero...

ESTRO MUSICALE - La band si lancia con grande maestria (ma anche con grande simpatia e complicità nei confronti del capobanda) in una carrellata di vecchi classici internazionali frammista ai successi di Arigliano, che lui stesso definisce "pezzi da nonni, basta!..." e che stravolgerà regolarmente per tutta la serata in base all'estro del momento, trasportando il pubblico nel suo mondo snello e leggero come fumo o come nuvole, come solo i più grandi artisti sanno fare.

UN'ULTIMA GAG - Alla fine del concerto una minaccia: "abbiamo preso i vostri indirizzi, da domani passeremo per le vostre case porta a porta!". Il pubblico, conquistato dal carisma dello Swinger pugliese, si è fermato sotto al palco a parlare con lui fino a quando il sonno non si è infilato sotto la coppola di nonno Arigliano, che lemme lemme, fra i sorrisi, si è incamminato verso l'albergo per chiudere solo un po' gli occhi... go man!

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