Niccolò Fabi - Concerto Milano, recensione

Niccolò Fabi, il Piccolo Principe della musica italiana

Concerto autentico al Teatro Ciak per il cantautore romano, che incanta la platea

"Non è la vittoria, l'applauso del mondo/di ciò che succede il senso profondo". Così canta Niccolò Fabi, ma ciò non impedisce che uno scroscio di applausi lo accolga e lo accompagni nella tappa milanese del suo Solo tour, in un Teatro Ciak non sold out ma affollatissimo. Abbigliati dalla giacca di un frac e da pantaloni morbidi, la sua voce gentile e potente, i capelli riccissimi  ("una specie di medusa o foresta", ma questo pezzo - Capelli - non è in scaletta), increspati dal grigio dei suoi 43 anni e dal recente dolore personale per la perdita della figlia Olivia detta Lulù,  fanno il loro ingresso sul palcoscenico di via Procaccini. "Prepatatevi a un viaggio, riponete la borsa sotto il sedile davanti a voi e slacciate le cinture. Perché dove voglio portarvi non c’è alcun pericolo".

Una lampada, un piccolo divano, una tastiera, molte chitarre, un paio di microfoni e due palloncini colorati: sono la scenografia di questo tour teatrale, dove protagonista è il solo Niccolò Fabi, senza accompagnatori, senza cori. Per quelli c'è il pubblico, intonato ed entusiasta. A rompere il ghiaccio Dentro, seguono Evaporare, Senza rabbia, Oriente. Il pubblico partecipa a Il negozio di antiquariato con applausi sui versi "Allora io propongo per non fare confusione/a chi ha meno di cinquant'anni/di spegnere adesso la televisione". E poi La bellezza, Vento d’estate... Come un prestigiatore, Fabi registra un accordo di chitarra, un gorgheggio, e manda tutto in loop per poi cantarci sopra. Tra un brano e l'altro il cantautore porta fuori dal palco uno strumento o un arredo di cui può fare a meno. Finché solo note e parole arredano la scena:  sono le canzoni a riempire la sala di significati ed emozioni. Chiude Lasciarsi un giorno a Roma, la "bonus track" è Parole Parole, cover di Mina, arrivata con la rentrée di Fabi che brevemente ringrazia il pubblico alla sua maniera: con poche, semplici parole ma sincere. Qui sta la forza di questo Piccolo Principe della canzone italiana: nell'autenticità della parola, nella semplicità raffinata dei suoni che la accompagnano. Ogni brano è una poesia, un racconto riccamente sintetico di verità, mai banali e mai arroganti. "Non tutte le strade sono un percorso", canta Fabi ma quelle da lui battute musicalmente lo sono eccome. Intercettare questo percorso da ascoltatori è un piacere oltre che un onore.

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