Ligabue a Reggio Emilia

150.000 spettatori trasformano Reggio Emilia nella Woodstock della bassa padana

Alla stazione di Reggio Emilia inizia ad arrivare gente fin dalle prime ore di ieri mattina mentre sull'autostrada nelle ore del primo pomeriggio già si registrano chilometri di coda. La destinazione è il Campo Volo, un mega spazio di 150.000 metri quadri che vuole rimanere nella storia per aver ospitato l'unico concerto del 2005 di Luciano Ligabue. Dopo la mitica esibizione degli U2, il cantante di Correggio cerca di stabilire un nuovo record con una performance che, a detta degli organizzatori, è costata più di cinque milioni di euro. Un megaconcerto con quattro palchi e otto mega schermi che il rocker emiliano ha dedicato ai suoi fan, il popolo di Liga che ha trasformato questa area nella "Woodstock della bassa padana".

Una festa della musica questo Liga Day, forse il giorno più importante della carriera di Luciano Ligabue, che a partire dalle 14.00 ha visto alternarsi sul palco diverse anime musicali: da i Nucleo a i Rio, da Eduardo Bennato a Elisa. Dopo il maltempo preoccupante dei giorni scorsi, il tempo è ritornato sereno con uno spicchio di luna, che ti veniva una gran voglia di saltarci su e dondolarci fino a lasciarti cadere nell'immensità dell'universo. Alle 21.17 Ligabue sale sul palco principale e saluta così quel bagno di folla: "Allora non era una balla, ci siete davvero? Ebbene, vi do una comunicazione di servizio: ci siamo anche noi". La chitarra di uno dei rocker italiani più amati del momento inizia a suonare e niente riesce a fermarla più. Si comincia con "Il giorno dei giorni", la main track contenuta nel nuovo album di inediti in uscita il 16 settembre, e si continua con piccole stelline del suo quindicinale percorso discografico: "Hai un momento Dio", "Vivo o morto X", "L'odore del sesso", l'inedito "Sono qui per amore" con dedica speciale alle vittime di New Orleans, "Una vita da mediano" (con lo straordinario violino dell'ex PFM Mauro Pagani), per passare alle immancabili "Tra palco e realtà", "Certe notti" e "Urlando contro il cielo".

Tre ore di buona musica senza interruzione che emozionano il pubblico il quale, se da una parte gli perdona qualche stonatura, dall'altra protesta. Di fatto, quando Ligabue passa al palco Vintage, c'è un black-out del suono per coloro che restano sotto il palco principale. Una pecca tecnica che smentisce la promessa fatta dagli organizzatori, e cioè che avremmo ascoltato il concerto da qualsiasi posizione del Campo Volo. Probabilmente da questo punto di vista gli stranieri sono più bravi di noi poiché quando allestiscono mega palchi da capogiro riescono ad essere impeccabili.

Al termine di questo grande party musicale, i pareri degli spettatori appaiono contrastanti: c'è chi ha ancora le lacrime agli occhi e chi come Michela di Campobasso si sente insoddisfata poiché "questa performance le è sembrata più di testa che di cuore, con l'eccessiva preoccupazione per il mega show". Tuttavia, finito il concerto, iniziano i disagi soprattutto per chi ritorna a casa in treno. Di fatto, alla stazione di Reggio Emilia è regnato il caos fino alle 6.00 di questa mattina con gli interventi di polizia e carabineri. "E' uno scandalo - urlano Costanza e Alessia di Roma -  che il comune non abbia fatto sì che ci fossero treni straordinari per tutti noi. Un evento di questa portata va anche organizzato come si deve mentre qui si avverte l'assenza delle istituzioni". C'è addirittura chi deve tornare in Puglia e in Sicilia e non può far altro che rassegnarsi all'idea di perdere la coincidenza.

Qualcuno spera fino alla fine in una messa a disposizione di autobus straordinari per raggiungere le vicine città di Bologna e Parma, ma tutto resta vano. Quando la situazione ritorna alla normalità, rischiando per qualcuno che una bella serata di musica si trasformi in un incubo, qualcuno avrà pur fatto una considerazione: i record si battono non solo con le cifre ma anche con un valido supporto agli ospiti di un grande evento come questo!

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