Musica

Le luci della centrale elettrica, un avvolgente live

Al Circolo Magnolia Vasco Brondi conquista il palco

Seconda serata al Circolo Magnolia per Le luci della centrale elettrica. Il 19 gennaio il tendone è gremito e attende Vasco Brondi, voce e chitarra del progetto. Ma prima arriva sul palco Roberto Dell'Era, interessante cantautore nonché bassita degli Afterhours. Accanto a lui il compagno di band Rodrigo D'Erasmo, il violinista del mondo indie per eccellenza. Dell'Era con la sua chitarra hollow-body e la voce ruvida si fa interprete di una musica in bilico tra rock americano e cantautorato. Un set breve che si chiude con Oceano Pacifico Blue.

La nebbia violacea inghiotte le figure e i suoni sono come un canto di balene. Il momento di Brondi è arrivato. I pantaloni viola, il cardigan sformato e le docs, il volto stanco: il suo personaggio è al meglio. Cara catastrofe, La lotta armata al bar e Lacrimogeni gettano subito il pubblico nel mood. Qualche parola che spiega come "anche i periodi neri possono essere bellissimi". Rispetto agli esordi Brondi è più sicuro di sé, la sua presenza conquista il palco, nei pezzi recitati con foga l'imbarazzo è sparito. Si addentra nel pubblico confidando che il microfono è il suo filo d'Arianna. Si lancia in una riuscita cover di Emilia paranoica dei CCCP che confluisce in La gigantesca scritta Coop in cui urla che "i CCCP non ci sono più". Il bis non si fa attendere e Le luci chiude con due "classici" come Piromani e Per combattere l'acne. In entrambe il violino concitato e sublime di D'Erasmo dona un tocco epico. Il crescendo di distorsioni e gli applausi a scena aperta segnano la fine dello spettacolo. Lo sguardo stanco e soddisfatto sembra dire "Per ora noi la chiameremo felicità".
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