Musica

Laurie Anderson

Un'artista newyorkese come aperitivo per il pubblico del Teatro Manzoni e questa performance entra negli annali

LAURIE ANDERSON COME APERITIVO - La rassegna musicale Aperitivo in concerto 2006 non poteva farci un regalo migliore: aprire questa ventiduesima edizione con Laurie Anderson, artista eclettica ed intelligente che ha saputo incollare e far interagire varie forme d'arte: dalla musica alla parola, punzecchiando le arti visive. C'è un profondo silenzio in sala quando l'artista newyorkese sale sul palcoscenico del Manzoni: ci sono decine di candele accese sparse ad attenderla assieme ad una poltrona, pezzo del suo salotto interiore. Questa volta il messaggio è chiaro e penetrante perché si tratta di coinvolgere la platea a tal punto da farle fare un viaggio attorno alla luna. Sì, la luna quella cantata da musicisti e poeti, quel pianeta che si  alimenta della luce del sole e ci riversa il suo candore in termini di luminosità.

THE END OF THE MOON - Lo spettacolo, molto applaudito, è una sorta di viaggio interiore della Anderson, che immagina di essere sulla luna e osservare la terra. The End of The Moon alterna suoni, musiche e parole, come una sorta di flusso di coscienza senza interruzione per interrogarsi e tentare, forse invano, di risolvere alcune perplessità: il valore della bellezza, la ricerca di una libertà interna, l'autonomia del pensiero contro la prepotenza dei soprusi ideologici, il perché di guerre e lotte atroci, il ruolo che lo slancio tecnologico può ritagliarsi nella quotidianità e nell'arte. Una performance multimediale di alto livello artistico che ha testimoniato che, persino in un'Italia a volte bigotta dal punto di vista artistico, si possono creare grandi terremoti interiori.

TRA POEMA E COSCIENZA -  Laurie Anderson ha definito questo spettacolo "un lungo poema per violino e molta elettronica" e così è stato. Un accavallamento di immagini, di fotogrammi che in piccoli flash si impongono come istantanee indimenticabili; racconti che sfiorano il surreale ma per la pregnanza di ogni parola colmano il vuoto di questa nostra vita; suoni aggrappati a note ribelli mentre un violino solitario cerca la soluzione a percorsi intransigenti. Tuttavia, verso il finale, l'accorto spettatore percepisce che questa performance segna "la fine della luna", il suo deteriorarsi di fronte al pianeta Terra, indisciplinato dirimpettaio che si aliena tra gli assordanti rumori di guerre senza fine.

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