Musica

Larry Coryell

Il pioniere del jazz rock

Il New York Times nel 1969 ha scritto di Coryell ”E’ super rock e probabilmente è una delle cose più importanti del rock di quest’ anno”. Nello stesso anno altri scrivevano ”probabilmente il chitarrista più avventuroso ed eccitante in ambito rock jazz”.
Sul palco del Blue Note c’è la batteria di Lenny White, il mitico batterista dei Return to Forever. Un basso Fender 4 corde aspetta Victor Bailey, il bassista dei Weather Report. Una chitarra elettrica solid body collegata a due Mesa Boogie e una chitarra acustica attendono Larry Coryell che da oltre 35 anni è considerato uno dei più eclettici chitarristi di un genere che nel tempo ha cambiato troppi nomi e che alla fine degli anni ’60 si chiamava jazz rock.

Larry arriva e attacca con decisione. Dissonante e veloce come spesso ama suonare. Presenta i brani in italiano. Victor Bailey accompagna in modo semplicemente perfetto. Non è jazz, non è rock.
Lenny White, in inglese, ci annuncia che stanno per eseguire uno standard. Chiede se in sala ci sono “baby boomers”, ma nessuno osa alzare la mano. Ci suonano Black Dog dei Led Zeppelin in modo molto convincente. Victor Bailey ci spiega che loro amano allo stesso modo Coltrane, Beethoven, Led Zeppelin. La missione di questo trio è annullare le barriere che dividono rock, funk, jazz e fusion. Il trio ci riesce anche se il funk e il rock prevalgono. Il pubblico è molto soddisfatto, ma si deve accontentare di un solo bis.    

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