La stella di McCoy Tyner brilla su di noi

Il leggendario astro del firmamento jazz incanta il Blue Note

Come fosse la cosa più naturale del mondo, McCoy Tyner accarezza il piano e la musica sgorga serena con una tale intensità da farla penetrare nei tessuti epidermici di ogni persona presente al Blue Note di Milano, venerdì 9 Settembre.

McCoy nasce nel 1938 a Filadelfia e, dopo avere suonato con solisti del calibro di Kenny Dorham, Sonny Rollins e Max Roach, raggiunge il firmamento delle leggende del jazz grazie all'incontro con John Coltrane. Tra il 1960 e il 1965 suona infatti col Coltrane Quartet, in cui sviluppa il colore modale, che caratterizza il suo stile e che influenza ancora oggi molti musicisti.

La sua ricerca musicale non conosce sosta; nella serata al Blue Note, abbiamo potuto assaporare un'ora di un McCoy Tyner più intimo, al piano solo, delicatissimo, presente in ogni piccolo dettaglio e dal tocco sfuggente, che ha creato lunghe frasi sinuose, tra improvvisazioni ed influenze di diversi stili.
Funambolico per la variopinta armonia, sfrutta al cento per cento la sua immediata ricchezza armonica.
L'acclamatissimo bis è stato introdotto da una concitata versione di "Mr. PC" di Coltrane, sfociata prima in un dolcissimo brano  poi in uno dal ritmo più concitato vertente quasi al gospel.

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