La ninfa d'Irlanda incanta Milano

Fra brani storici dei Cranberries e pezzi nuovi, Dolores O'Riordan sbarca all'Alcatraz

Puntualissima Dolores O'Riordan arriva sul palco dell'Alcatraz e il pubblico, già trepidante, la accoglie con calore e desiderio di ascoltare e sentire dentro il profondo canto irlandese.

VOCE ACCATTIVANTE - Dolores è lo spettacolo e la sua voce riempie subito l'aria con Zombie: sussurri, vocalismi e dolci melodie si susseguono. Le mani, le braccia, la danza, il coinvolgimento sono gli ingredienti dello show: non si ferma un attimo e alterna i pezzi dell'ultimo album con i successi storici dei Cranberries. La sua voce scivola sulle note grattugiate della chitarra e del basso ed i suoi alti e bassi si insinuano in una perfetta ed agghiacciante melodia nella sessione ritmica di Hopkins. Lunghe coste battute dal vento d'Irlanda, evanescenti figure della tradizione perduta, ninna nanne e lamenti nostalgici sono la realtà immaginifica del nuovo stile: la melodia e le note di Ordinary Day e Angel Fire hanno dentro la profondità di questo paese lontano.

FRA NOVITA' E STORIA - Il nuovo gruppo che accompagna Dolores è energico e vivace: i Demarchi alla chitarra e basso e Hopkins alla batteria accendono il ritmo rock di Salvation e le melodie di Animal Istinct e Dolores li segue, li anticipa, li asseconda, gioca con la voce ed il respiro, non lascia occasione per cedere il microfono al pubblico e saltare con lui e prima di lui. October, come gli altri pezzi del nuovo album, chiamano al centro dell'attenzione la melodiosa tastiera di Marco Mendoza. Il nuovo stile si mescola con la tradizione del passato: in Just My Imagination il brio frizzante si trasforma in liquide sillabe che si scardinano tra le note, le parole lasciano posto alla voce e il pubblico di lascia trasportare dai suoni. Il concerto si chiude con la storica Dreams tra gli applausi e l'impressione di un concerto breve, ma inteso.

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati