Kasper Eistrup

Il frontman dei Kashmir racconta il fermento musicale di Copenhagen

Affascinante e carismatico, Kasper Eistrup, classe 1973, è la voce della band pop rock danese Kashmir. Sulla scena musicale dagli anni Novanta, il suo gruppo ha all'attivo sette album in studio e diversi premi vinti. Al loro esordio si chiamavano Nirvana, ma, per ovvie ragioni, hanno dovuto ribattezzarsi, scegliendo così il titolo di una celebre canzone dei Led Zeppelin. Kasper, insieme a Mads Tunebjerg (basso), Asger Techau (batteria) e Henrik Lindstrand (tastiera e chitarra), dopo aver debuttato con il disco Travelogue (1994), proponendo un sound grounge, raccoglie adesso i consensi per l'album Trespassers (Sony Music, 2010) con note nettamente più soft. Dopo averli sentiti in concerto a Copenhagen, abbiamo scambiato con il leader due battute sulla città.

Il parco dei divertimenti Tivoli tutti i venerdì è animato dai concerti del Fredagsrock. Che ne pensate di questa iniziativa?
"È la quinta volta che partecipiamo. L'atmosfera è sempre molto suggestiva: siamo in uno dei parchi più antichi del mondo e il gioco di luci colorate lo rende unico. Dal palco si ha una prospettiva speciale sulla città: la vista è spettacolare ed è come essere in una sorta di favola psichedelica".

Quando è nata questa rassegna?
"Alla fine degli anni Novanta. Prima il parco era un trionfo di zucchero filato, hotdog e montagne russe. Poi il management ha organizzato dei concerti rock ed è stato un successo. Siamo nel cuore della città e non potevamo dire di no ad una kermesse così stimolante".

Copenhagen è una città devota alla musica?
"Assolutamente sì. Se ne ascolta tanta e se ne produce altrettanta. Abbiamo degli interessanti spazi live, come il Vege a Vesterbro, la Copenhagen Jazzhouse, la Jazzhus Montmartre, il Loppen a Christiania o il Tap 1 dentro la Carlsberg. Senza dimenticare le tante produzioni emergenti, che delineano una scena musicale vibrante, provocatoria e sperimentale".

Per esempio?
"Spleen United, Oh No Ono, Mew, TrentemøllerEfterklang e Kitty Wu, per citarne alcuni. Artisti che hanno apportato delle significative novità (a Milano, Trentemøller è un nome noto nel mondo della disco: è uno dei dj che ha introdotto il minimal, ndr). E poi c'è tanta musica elettronica e indie rock. E anche se si sceglie di cantare in inglese, posso comunque dire che esiste uno stile danese".

Il vostro ultimo album si intitola Trespassers: chi sono i trasgressori di oggi?
"Pensando alle produzioni americane, direi il rock psichedelico dei Fleming Lips o quello indie dei Blonde Redhead. Tornando in Europa, i Gorillaz, Trentemøller e ovviamente Kashmir!"

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati

Correlati:

www.kashmir.nu/
www.myspace.com/kashmiryeah