Joan as a Police Woman a Villa Arconati - Recensione

Joan as a Police Woman

La Poliziotta Joan Wasser arriva a Villa Arconati e porta tutti dentro (al cuore della musica indie)

È l’anima di Joan as a Police Woman e si presenta a Bollate, sul palco di Villa Arconati, in tutina luccicante con stivaletti e cintura di pelle nera. Proprio non li dimostra i suoi quarant'anni Joan Wasser, mentre canta, suona la tastiera, imbraccia la chitarra con passione e delicatezza nella voce e nei gesti. La cantautrice americana infila una decina di brani in un'ora di concerto, a cui segue poi lo show di Lyle Lovett, idolo del country e del blues a stelle e strisce a cui la Wasser non ha nulla da invidiare. Sembra infatti assodato l'inserimento della "splendida quarantenne" nell'Olimpo della musica indie made in USA.

È il crepuscolo quando le note di The action man inaugurano la serata. Il cielo si scurisce fino a rivelare le costellazioni mentre Joan sgrana i pezzi del suo ultimo album, il terzo di inediti, The deep field. "Campo profondo": come viene chiamata cioè quella piccola porzione di Universo che, sondata dal telescopio Hubble, si rivelò  fitta di eleganti e misteriose galassie. Nella scaletta del concerto troviamo il nuovo singolo dell'artista, Chemmie, poi Flash e Kiss the specific, preceduta da un siparietto in cui la Wasser ricorda il compleanno di un'amica: il passo da lì al cantare Happy birthday to you è breve. Poi ecco Run for Love, con un finale strumentale ad alto tasso di emotività e ritmo e - ovviamente - Magic, il brano che ha portato il grande pubblico a conoscere Joan as a Police Woman. Non che la Wasser sia esattamente una parvenue: collaboratrice di grandi nomi del panorama musicale (Nick Cave o Lou Reed, per dirne un paio) e ultima compagna di Jeff Buckley, si è decisa a fare il grande salto e a mettersi in proprio solo nel 2006, attirando l'attenzione degli intenditori. Il talento, il fascino della voce, la speciale femminilità e uno stile unico hanno fatto versare (meritatissimo) inchiostro sia sulle pagine dei giornali specializzati, sia su quello delle riviste patinate. In pochi anni e con solo tre dischi  di inediti all'attivo, la Wasser è un diventata un punto di riferimento della scena indie americana e non solo: molto amata in Francia e UK, ha il suo codazzo anche in Italia. Per il suo tour lungo la penisola, il giornale web Il Post le ha riservato uno spazio tutto per sé dove raccontare ai fan l'esperienza di questo viaggio musicale.

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