James Cotton

Mr. superharp ha ancora fiato per raccontare il suo blues

Ci sono due tipi di armonica, molto diversi tra loro. L’armonica cromatica, quella che ha tutte le note e l’armonica senza semitoni, la cosiddetta armonica blues. James Cotton suona questo secondo tipo di armonica. Marca Hohner ovviamente. Suonare in qualche modo l’ armonica blues non e’affatto difficile. Non facile è invece distinguersi da migliaia di suonatori di blues harp. Specialmente dalle parti di Memphis, Tennessee. Un debutto a 9 anni. Una trasmissione radiofonica di 15 minuti nel 1952. Dodici anni con la band di Muddy Waters. Un grammy nel 1996 con l’ album “Deep in the blue”. Questo il curriculum di James Cotton in due righe. 

Sul palco del Blue note ci sono un pianoforte, tre sedie, due microfoni, una chitarra semiacustica Ibanez e un amplificatore Fender Twin Reverb...
Apre il concerto il pianista, David Maxwell, da solo. Un blues lento per rompere il ghiaccio. Applausi esagerati. Arriva il chitarrista, Rico Mc Farland. Impugna la chitarra e inizia a cantare. Il duo sta facendo capire su quali binari andra’ lo show. Ottimo blues tradizionale. Siamo al terzo blues, stanno suonando da 20 minuti e James non si e’ ancora fatto vedere sul palco. Arriva al quarto brano. Prima ascoltiamo il suono microfonato e squillante dell’ armonica e poi compare lui , camicione bordeaux, coppola nera. Due brani di seguito senza cambiare armonica. Arriva il cantante, Darrell Nulish, e la band è al completo.

La band infila 45 minuti di blues rigorosamente in tonalità maggiore. Le canzoni si assomigliano. Cambia solamente la velocità del brano.
Il sound e’ quello giusto. La chitarra accompagna in modo estremamente preciso per non far sentire la mancanza di basso e batteria. Arriva “Sweet home Chicago” che il pubblico riconosce e accompagna prima timidamente e poi con maggiore decisione incoraggiata da Darrell Nulish.
James se ne se va dal palco salutando con le braccia e senza dire una parola. Al bis finalmente dice qualcosa di incomprensibile e ci fa sentire la sua voce resa da tempo afona per via di sigarette e alcol. Giudizio finale? Gli incurabili amanti del blues in 12 misure non possono perdere il più titolato armonicista vivente.  

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