Ivano Fossati, l'ultimo viaggiatore superstite

Agli Arcimboldi, il cantautore genovese emoziona il pubblico con il "Decadancing Tour"

Ivano Fossati è tornato a Milano e il pubblico degli Arcimboldi il 25 febbraio lo ha accolto calorosamente. Il Decandancing Tour dovrebbe essere l'ultimo giro live del cantautore genovese, che continua a proporre esibizioni sofisticate e intime. A dominare il palco c’erano luci dai toni crepuscolari con un paesaggio scenico al limite della notte. Fossati non è un vecchio pistolero del Far West, ma un musicista che impugna la chitarra elettrica e poi passa al pianoforte con lo sguardo impavido degli anti-eroi dei film di Ford e Hawks.

Il repertorio avanzava e indietreggiava, tra La decadenza e Carte da decifrare, sulla sottile linea d’ombra che rende un cantautore l’ultimo viaggiatore superstite. Le parole, sussurrate in apertura dello spettacolo, hanno riavvicinato Genova all’Oriente come se il fantasma di Marco Polo si avventasse sulle canzoni di Fossati attraverso un diario sepolto. Sei musicisti gli sono stati dietro, facendo la differenza negli arrangiamenti, aggiungendo corposità al tessuto della memorabilia, quello che dondolava tra Ventilazione e La musica che gira intorno. C'è stato spazio per il mondo che ci circonda, nel testo poetico di Stella benigna, scritta a suo tempo per una ragazza irachena che fuggì alla ricerca della libertà. Il tempo è passato in fretta, i testi e i suoni ci sono rimasti appiccicati dentro, perché ogni volta che vediamo Ivano Fossati dal vivo è come se fosse la prima volta.
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