Recensione concerto Skunk Anansie Milano

Musica

Inarrestabili Skunk Anansie

La band inglese ancora una volta conquista il pubblico di Milano

Li avevamo salutati nell'estate 2011 all'Arena Civica con la promessa di un nuovo album. Detto fatto. Gli Skunk Anansie sono tornati a Milano, il 19 novembre, per presentare Black Traffic. Davanti al caloroso pubblico del Forum di Assago, la band inglese ha sfoderato una rosa di ritmati pezzi tratti dal nuovo disco autoprodotto (edito in Italia da Carosello). Un lavoro che invita l'ascoltatore ad aprire bene gli occhi sull'attuale condizione socio-economica.

Lungi dal voler essere etichettata come una band politica, da raffinati artisti gli Skunk Anansie usano la musica come mezzo per raccontare la modernità. Ispirandosi, per esempio, alle rivolte dei nuovi movimenti sociali. Come succede in I believed in you, disperata dichiarazione di odio a una classe che promette e non mantiene. Ma la speranza si riaccende in I hope you get to meet your hero, mentre sullo schermo scorrono toccanti scatti come quello dello spagnolo Samuel Aranda, vincitore del World Press Photo. Brani energicamente interpretati dall'usignolo Skin, che negli acuti di This in not a game o Secretly esprime al massimo le sue incantevoli doti canore. Una melodia che si intreccia con la voce e il basso del carismatico Cass, la chitarra di Ace e la batteria di Mark Richardson.

Due ore di concerto ricche di emozioni, durate le quali la cantante ha dialogato con il pubblico, concedendosi più di uno stage diving e scendendo anche dal palco per intonare in mezzo alla folla Little Baby Swastikkka. "In questo periodo di crisi economica vi ringraziamo di aver comprato il biglietto per assistere al nostro concerto", esclama di cuore Skin, che chiude la serata con Satisfied?. E se è anche una domanda, noi rispondiamo che lo siamo stati.
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