Recensione concerto My Dying Bride

In viaggio con i My Dying Bride

Ai Magazzini, un emozionante live prende il largo fra le onde del mare

È ancora piuttosto presto quando i Talanas salgono sul palco dei Magazzini Generali. Il 12 dicembre, la band londinese si contraddistingue per una forte interazione con il pubblico durante il suo set. Hal Sinden, cantante del gruppo, alterna leggerezza di spirito a una musica intensa. La scuola è quella del doom, di cui i My Dying Bride hanno aperto le porte. Se musicalmente la formazione esegue uno show pulito e proforma, il british humor garantisce loro il "premio simpatia".

VIAGGIO NEL BLU - Un veloce cambio di scenografia mentre il pubblico si infoltisce. Le luci si abbassano e il blu intenso associato al rumore del mare dà inizio al viaggio. Un viaggio per nave, il rumore del vento che si infrange sulle onde, si approda su un'isola misteriosa avvolti da una nebbia mistica. Kneel Till Doomsday con il suo incedere tragico, estratto dall'ultimo lavoro A Map of all our Failures, apre una scaletta che racconta il sound dei My Dying Bride attraverso dodici brani. I tempi stretti e il minutaggio sempre generoso delle loro canzoni non permettono altro. Una selezione che propone i classici del quintetto di Bradford, da Turn Loose the Swans a Like Gods of the Sun, da The Cry of Mankind a She is the Dark.

EMOZIONI VERE - Aaron Stainthorpe passa agevolmente dal cantato nitido al growl, i suoi gesti teatrali ma misurati interpretano al meglio le melodie. I capelli di Andrew Craighan, lisci e lunghi, lo avvolgono come un sudario mentre suona la chitarra. L'insieme di musica e presenza scenica, non ossessiva o stereotipata, danno vita a un concerto in cui le emozioni galleggiano sulle note prolungate e sofferte. L'urlo non è mai la soluzione piena, ogni canzone muta nel suo progredire, evolve e raggiunge una sorta di sfogo rassegnato e maturo. L'acqua riprende a scorrere e Stainthorpe augura a tutti un "safe trip home" sulle note di The Dreadful Hours, dall'omonimo album del 2001. Lo sguardo è rivolto indietro mentre la nave si allontana dalla spiaggia dove era approdata un'ora e mezza prima.
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