Concerto Foo Fighters - Milano

Il Rock è qui

Foo Fighters e Iggy Pop conquistano i trentamila spettatori del Rock in IdRho

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Arrivare a Rho non è difficile, il problema è tornare a casa. Nonostante l'Atm abbia prolungato di ben mezzora il servizio. L'ultimo treno parte all'una mentre i Foo Fighters terminano il concerto, tassativamente, a mezzanotte e trenta. L'arena concerti della Fiera Milano è un ottimo spazio per manifestazioni come il Rock in IdRho: grande capienza, ottimo impianto, il cruccio rimangono i mezzi pubblici al termine degli eventi. Lasciati i dettagli logistici c'è da sottolineare che il 15 giugno salgono sul palco alcune tra le migliori rock band internazionali. Anche se la maggior parte del pubblico è arrivato per vedere Dave Grohl e i suoi Foo Fighters, assenti dall'Italia da oltre sei anni.

Nonostante gli orari pomeridiani il pubblico è già ben nutrito per i Band of Horses, il gruppo di Seattle dedito ad un rock dalle sfumature country. Ben Bridwell e soci stupiscono per il loro sound massiccio.Enormi lettere bianche e roadie vestiti da ninja, gli svedesi Hives sanno come stupire. Perfetti in frac e cilindro scatenano il garage punk dei brani No Pun Intended, Walk Idiot Walk, Tick Tick Boom. Il frontman Pelle Almqvist è indiavolato, si muove sul palco con sicurezza incitando il pubblico, anche in un perfetto italiano. I figli illegittimi della grinta di Iggy Pop, lasciano la scena in favore dei Social Distorsion. Il punk rock californiano vecchia scuola di Mike Ness conta sui vecchi successi e sui nuovi brani di Hard times and Nursery Rhymes. Altro cambio di scenario e l'Iguana non delude. A torso nudo con i suoi Stooges (senza il defunto Ron Asheton) lo spettacolo è adrenalina e follia. La scaletta racconta il glorioso passato, da Raw Power a Tv Eye, da 1969 alla chiusura con No Fun. Iggy nonostante l'età rimane un grande performer, trascina sul palco un gruppetto di ragazzi e ragazze incitandoli "dance for the fucking Stooges", questo è rock: avere sessant'anni e comportarsi come un ventenne indisciplinato. Già così il Rock in IdRho ha soddisfatto le aspettative, ma non è ancora finita.

Le luci si alzano sui Foo Fighters che per due ore piene si esibiscono per un pubblico completamente travolto dalla musica e dal carisma di Dave Grohl. La voce non è perfetta ma non importa, quando parte Breakout è inevitabile che qua e là parta il pogo, anche la nuova White limo scatena il boato fin dai primi accordi. Learn to fly è un'esplosione di positività pop, ma i FF non rinunciano nemmeno al sano roots e lo dimostrano con Young man, un blues elettrificato in cui le chitarre giocano e dialogano in perfetta armonia, fino al gran finale con la tanto attesa Everlong, uno dei primi successi dei Foo Fighters, che chiude un set che ha saputo commuovere ed esaltare. Grohl è riuscito negli anni ad affermarsi senza sfruttare il compianto Kurt, staccandosi dal grunge e creando una miscela che cattura un pubblico davvero trasversale.
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