Musica

Il concerto annullato di Bob Geldof

Inaspettato flop della rock star inglese all'Arena Civica di Milano: 45 biglietti venduti. Boicottaggio? I fan delusi si accontentano della promessa di un concerto gratuito

ONDA ANOMALA - Bob Geldof è una star controversa, un'onda anomala all’interno della storia del rock. Canzoni come "I Don’t Like Mondays" si sono imposte come il sigillo di una generazione anche se qualche critico ha da sempre azzardato che la rock star inglese fosse "musicalmente mediocre". Sir Bob Geldof è riuscito a ritagliarsi un posto all’interno della storia della musica: come patron e profeta del Live Aid e Live 8, i più grandi eventi musicali a scopo benefico del pianeta, come surfista irriverente della scena punk-rock anglosassone, come maschera decadente nell’indimenticabile pellicola "The Wall" ispirato ai Pink Floyd. Non tutti però sapevano che il 21 luglio sarebbe stato il Bob Geldof-Day a Milano. L’Arena civica era già pronta per accogliere quello che sarebbe potuto essere uno dei concerti dell’estate. Un flop amaro per sir Bob, che ha venduto soltanto 45 biglietti e così gli organizzatori si sono visti costretti ad annullare il concerto.

L’ORGANIZZAZIONE E I FAN – Una sorta di maledizione sembra essersi abbattuta sul concerto milanese. Già da diverso tempo su alcuni siti pirata circolavano notizie false sulla vendita dei biglietti. "Provando a cercare su Google nei giorni passati ci siamo accorti che si era diffusa la notizia che i biglietti erano esauriti e che i pochi rimasti venivano venduti a cifre che superavano i 100 euro. – ci spiega Francesco Iacovone del managament organizzativo -  Notizie fasulle che ci hanno danneggiato. Il nostro impegno di portare questa grande star a Milano è stato tenace fino alla fine ed è evidente che annulliamo questa data con profonda amarezza". Inoltre, l’organizzazione ci tiene a precisare che comunque Geldof è stato totalmente pagato nonostante il concerto annullato. Al di là della transenna, i pochi fan sono inferociti. "Siamo venuti da lontano per questo concerto – ci spiegano alcuni ragazzi – e l’organizzazione avrebbe dovuto pensarci prima ad annullare la data". Iacovone, che ha restituito personalmente al pubblico pagante l’intero prezzo del biglietto, si difende sottolineando che fino all’ultimo momento il tentativo è stato quello di far esibire sir Bob.

QUATTRO CHIACCHIERE CON SIR BOB – Poco dopo le 22.00 c’è un taxi che aspetta Geldof all’arena civica. Lui esce e finalmente rompe il silenzio, nonostante le pressioni dell’austero manager inglese. "Mi dispiace per quello che è successo ma io non ne sapevo niente. – ci spiega Bob Geldof – Sono venuto qui per suonare e mi sono reso conto di come stavano andando le cose. Sono desolato per tutti quelli che sono venuti da lontano ma anche per me è lo stesso. Ieri ero in Sud Africa, sono arrivato a Londra ed in un batter d’occhio sono arrivato a Milano". Geldof è molto tranquillo e ad un fan deluso che gli chiede di suonare lo stesso, risponde: "Purtroppo questo non è il luogo adatto. Vi prometto che ritornerò in questa città a suonare gratis per tutti voi". C’è chi si accontenta di una foto o di un autografo, c’è chi invece ritorna a casa con la speranza che Bob Geldof torni a Milano per un concerto gratuito il prossimo settembre. Sarà mantenuta la promessa?

DOMANDE SENZA RISPOSTA - Al di là di questo, restano in sospeso delle domande: perché una città così ricettiva come Milano ha snobbato un concerto così importante? Boicottaggio? Il pubblico sta forse iniziando a contestare il prezzo alto dei biglietti? Oppure è soltanto questione di un ingorgo di appuntamenti come il Flippaut in contemporanea? Ai posteri l’ardua sentenza. Resta l’unica certezza: questa data è entrata comunque negli annali perché l’atmosfera si dirada in maniera surreale al pensiero che una star come Bob Geldof in una grande metropoli abbia radunato soltanto 45 persone.    

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