Concerto dei Kiss a Milano

Musica

Il boato dei Kiss

I cavalieri mascherati dell'hard rock fanno tremare il Forum e Paul Stanley intona "Volare"

Si sa che nessuno dà niente per niente. Questo vale anche per i Kiss, la band americana che ha fatto tremare il Forum di Milano con due ore di musica in cambio di un pubblico energico e caloroso. I cavalieri mascherati dell'hard rock sono tornati – l'età c'è negli alti e bassi della voce di quella vecchia canaglia di Paul Stanley  - con la scusa di cantare dal vivo i pezzi dell'ultimo album Sonic Boom. Ma poi si sa come vanno a finire queste cose, quando di mezzo ci sono musicisti festaioli che hanno fatto del "travestimento" e degli eccessi "istrionici" una vera religione. Si parte dall'oggi con Modern Day Delilah e si finisce sulla corsia opposta, quella che va contromano su pietre miliari come Black Diamond, I was made for Lovin’ You o Cold Gin.

Prima è tempo di profanare con la lingua sanguinolenta di Gene Simmons in puro stile splatter, poi è  tempo di consacrare la memoria di vecchi compagni di viaggio come Ronnie James Dio. Stanley parlotta in italiano, si arruffiana Milano e fa intonare a tutti Volare di Modugno per poi aggiungere: "Ci hanno vietato di usare i fuochi d'artificio, ma non potranno fermare il rock". In fin dei conti uno show resta uno show, nella formula a cui i Kiss ci hanno abituati da sempre, tra chitarre che si frantumano, razzi che vanno alla velocità della luce e musicisti che svolazzano da una parte all'altra del mega palco, raccattando nella teatralità l'anima tenebrosa che ci insidia.

Il testamento è scritto nell'atteso bis di God Gave Rock 'n' Roll to You perché a quella generazione il rock è rimasto tatuato per sempre, ma l'aggressività delirante, sputata tra ambiguità, trasgressioni senza limiti e sogni utopici, è finita sotto un mucchio di cenere. E forse non ha più senso riportarla in vita.  
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