I virtuosismi dei Chemical Brothers

All'Idroscalo, il duo di Manchester presenta il nuovo album "We are the night"

WE ARE THE NIGHT – E' un Idroscalo insolitamente fresco e con poche zanzare quello che accoglie le migliaia di fan presenti al live dei Chemical Brothers. Il duo di Manchester sale sul palco accolto dall'intro No Path to Follow, al limite dell'angosciante, tratto dall'ultimo album We Are the Night, che in Italia uscirà il prossimo 2 luglio.

L'INCENDIO DEL TECHNO-CHIMICO - A galvanizzare subito il pubblico è però la successiva Galvanize (Push the Botton, 2005) e un gioco di proiezioni  da togliere il fiato. Dopo Burst Generator e il nuovo singolo martellante e ossessivo Do It Again (sullo sfondo il faccione da clown dei fratelli chimici e il loro ghigno beffardo), si lascia l'ultima fatica di Tom Rowlands e Ed Simons - implacabili e statuari dietro le loro imponenti macchine elettroniche - per fare un piccolo tuffo nel passato con la scatenatissima Hey Boy Hey Girl (Hey Boy Hey Girl, 1999), che fa "decollare" il pubblico. Senza soluzione di continuità, c'è spazio poi per i successi di Surrender (1999), tra cui Out of Control, Under the Influence; per il più recente Come With Us (2002) con Star Guitar. Il volume cresce. Cattedrali tridimensionali e croci offrono prospettive al breakbeat psichedelico di Believe (featuring Kele Okereke), per passare all'altro nuovo singolo We Are the Night, a Golden Path (featuring Flaming Lips) e alla vecchia Chemical Beats (Exit Planet Dust, 1995). Il finale arriva dopo un'ora e tre quarti di costante adrenalina, con un tuffo di nuovo nel 1999, Sunshine Underground, e un azzurro messaggio di speranza proiettato alle spalle del duo: Love is all.

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