Recensione concerto Negramaro Milano

I Negramaro e le citazioni

La band salentina ospita Ficarra e Picone sul palco. Oltre alla musica, pensieri per Macao e per la Grecia

Con quasi tre ore di musica, i Negramaro hanno entusiasmato ancora una volta il pubblico milanese, che non ha perso l'appuntamento del 16 maggio al Forum d'Assago. Venti i brani che Lele, Ermano, Danilo, Andro, Pupillo e Giuliano hanno messo in scaletta, tratti dagli album Mentre tutto scorre, La finestra e Casa 69.

MACAO E GABER - Lo show comincia con un astronauta sulla luna ed è con Sing-hiozzo che ha inizio lo spettacolo. "Ciao Milano! Siamo proprio in tanti: questo è un sogno che diventa sempre più bello", esclama il frontman che dopo aver intonato Quel matto sono io dedica un pensiero a Macao, il collettivo di lavoratori dell'arte, sgomberati da Torre Galfa lo scorso 15 maggio (occupata appena dieci giorni prima). Tra risate e un po' di emozione, arrivano a sorpresa sul palco Ficarra e Picone, speciali voci narranti in chiusura di Londra brucia che interpretano anche Secondo me la donna di Giorgio Gaber, divertendo e allietando il pubblico.

MONICELLI E LA TV - Se la serata ha un debutto rock, si prosegue poi sulla linea del pop romantico, tra Solo tre minuti, Un passo indietro e L'immenso. "Vorrei dedicare L'Immenso a tutte le persone che in Grecia e in Italia stanno soffrendo. Non voglio fare politica, ma è importante trovare una soluzione" urla Sangiorgi, mentre scorrono le frasi di Mario Monicelli sulla speranza: "la speranza è una trappola, è una brutta parola, non si deve usare", diceva il disincantato regista. Ma le "provocazioni" non finiscono. Un po' alla Fiorello, in #ilpiùgrandespettacolo, i maxi schermi diventano tv sulle quali far zapping fra i programmi Rai e Mediaset, in onda in quel momento: "Che ne dite ragazzi, è questa la televisione che volete?", chiosa il cantante salentino. Un corale no! risponde la platea. Coinvolgimento momentaneo o fondata convinzione? Qualche dubbio rimane.
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