Recensione Concerto Iori's Eyes Leoncavallo - Milano

Frest!

Al Leoncavallo la scena alt italiana a confronto: Iori's Eyes, Eterea Post Bong Band e Dino Fumaretto

I muri coperti da strati di slogan e tag, un palcoscenico formato da assa abbastanza precarie, un impianto sonoro che a volte delude e crea qualche problema alle esibizioni. In una parola Leoncavallo. Il 30 aprile all'interno della serata Frest! si sono esibiti tre esponenti della scena indie italiana, tre caratteri musicali molto diversi fra loro: dall'ironia quasi cabarettistica di Dino Fumaretto all'esile melodia degli Iori's Eyes.

Nel mezzo arrivano gli Eterea Postbong Band, quattro figure che si aggirano per la sala con tute bianche e maschera da disinfestatori per poi approdare sul palco con un sound che mescola le percussioni pseudofreak, c'è un bonghista non un batterista, con electro suonata e campionata. Un risultato ballabile e curioso. Di ben altro stile sono portatori gli Iori's Eyes, che hanno fatto dell'approccio minimale alla musica una vocazione. Si può chiamare indie, si può chiamare pop, ma quando la voce, rigorosamente in inglese, di Clod si rifrange sulla chitarra e le tastiere tutto si ferma. La batteria accompagna con suoni secchi a limitare l'ariosità dei brani. Non si può che ondeggiare il ritmo con la testa o le mani. Durante il set i tre propongono anche una versione rielaborata per tastiere e batteria della celebre Bad di Michael Jackson.
© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati