Recensione concerto Kasabian Milano

Musica

Fermi tutti. Arrivano i Kasabian

Un uragano rock travolge l'Ippodromo. La band inglese infiamma il pubblico con un live esplosivo

Che si tratti di un live a dir poco esplosivo lo si capisce dalla intro e dalla scelta del primo pezzo in scaletta, la coinvolgente hit Days Are Forgotten. Non poteva cominciare meglio il live dei Kasabian, giovedì 19 luglio all'Ippodromo, in occasione di City Sound. La band di Leicester ha portato sul palco milanese il suo personalissimo sound Made in England. Un successo preannunciato, visto il fulmineo sold-out registrato lo scorso novembre all'Alcatraz.

QUANDO IL PALCO CHIAMA - "Milan, show me your hands!": dalla sua entrata in scena il cantante Tom Meighan appare carico di energia. Il pubblico si lascia travolgere e non tarda ad arrivare un euforico "Grazia!". Italiano a parte, la band dimostra in pochi minuti le proprie doti musicali e una rara capacità di coinvolgimento. Il loro è uno show fatto di luci colorate, rock e carisma. Già, perché i Kasabian sono proprio quattro personaggi: giovani animali da palcoscenico dal look total black, capaci di infiammare gli animi e creare un contatto vivo con chi li guarda. L'unico a non rispondere all'appello della divisa scura è Sergio Pizzorno - seconda voce, autore principale dei testi e chitarrista - nato nel Regno Unito ma di origini genovesi: di sicuro il più stravagante, sfoggia una capigliatura lunga in stile Seventies e una maglia tigrata. È lui a catturare l'attenzione durante tutto il live e ad animarlo con i suoi assolo di chitarra.

L'URAGANO SI SCATENA - Il concerto alterna successi del passato a brani tratti dall'ultimo lavoro Velociraptor!. Ci si scatena sulle note martellanti di Shoot The Runner, sul brit-pop dalle sfumature elettroniche di Underdog e sul ritmo "rockenrolleggiante" della title track Velociraptor!. Seguono Where Did All The Love Go? e la nuova Lets Roll Just Like We Used To, su cui tutti battono le mani. Viene dedicata alla città di Milano la hit Man of Simple Pleasures e il pubblico, entusiasta, apprezza. Tra suoni psichedelici, inserti elettronici e luci verdi, prende vita uno show adrenalinico e ritmato con I.D., Take Aim, ClubFoot e Re-Wired. Nell'ultima parte del set, l'atmosfera si fa ancora più calda: Meighan, tra una birra e l'altra, resta senza giacca, mentre Pizzorno aggiunge al suo originale outfit il tocco di un cappello classico. Avvolta da luci rosse, la band si infiamma su Fast Fuse, brano che sul finale si fonde con naturalezza al travolgente tema di Pulp Fiction. L'atmosfera è proprio tarantiniana e sul palco, dal prato, arriva di tutto: dai reggiseni alle scarpe. Non c'è una persona che non canti sulla coinvolgente ballata rock Goodbye Kiss, mentre è la celebre L.S.F., tratta dal primo lavoro datato 2004, a chiudere il concerto. Il pubblico, con un emozionante coro finale, accompagna l'uscita di scena della band.

Nel bis, l'energia e la potenza del gruppo si amplifica su pezzi dall'anima elettronica come Switchblade Smiles e Vlad the Impaler. È Fire a chiudere lo show e l'Ippodromo sembra stia prendendo davvero fuoco: tutti saltano in pieno delirio rock. Di certo un live che non si dimentica. Come direbbero i Kasabian, "Grazia".
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