La sigaretta tra le dita, il fumo gioca nell'aria mentre Pierpaolo Capovilla (frontman del Teatro degli Orrori) sistema i fogli sul leggio. Il 2 agosto l'onda sonora della band lascia spazio alle parole. I protagonisti della serata sono i versi del poeta russo Majakovskij. Sul palco del Circolo Magnolia sono in due: da una parte Pierpaolo, dall'altra Giulio Favero (ex bassista e produttore del TDO) circondato da laptop, tastiera e chitarra elettrica. Il suo ruolo è di completare e accompagnare l'immaginario majakovskijano. Due i temi scelti per raccontare la figura e l'opera del poeta, attraverso la giustapposizioni di versi e liriche: rivoluzione e amore.

Il primo tempo, raccolto col nome Eresia socialista, scorre tra lugubri marce e una declamazione in cui sono frequenti i cambi di tono. Un crescendo che tocca l'urlo per inabissarsi repentinamente nel sussurro. I versi sono beffardi e ironici spesso chiusi da un distico di pura e disarmante sincerità. Nella seconda parte, Eresia dell'amore, l'accompagnamento di Favero è più rarefatto. La voce nuda, nella sua altalena schizofrenica di emozioni, non riesce a conquistare quanto il fervore rivoluzionario e politico.

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