Recensione concerto Volbeat

E adesso tocca ai Volbeat

Sold out all'Alcatraz per la band danese capitanata da Michael Poulsen. 100 minuti di pura adrenalina

La scorsa estate si sono fatti notare tra le band d'apertura del concerto-evento dei System of a Down, all'Arena Rho Fiera. Ieri sono tornati a Milano da protagonisti. I danesi Volbeat hanno fatto tappa in città per il tour Route 666: location decisamente più piccola (Alcatraz) ma uguale e contagiosa energia per il quartetto capitanato da Michael Poulsen, ancora poco conosciuto in Italia nonostante l'esperienza accumulata al seguito di band come Metallica e, appunto, SOAD.

A scaldare la platea ci pensano i Clutch. La band del Maryland conquista il pubblico mescolando punk, hard rock e influenze funk. Poi tocca a Poulsen e soci: 100 minuti di vera energia, in cui ai brani dell'ultimo album Beyond Hell/Above Heaven (Heaven nor Hell, The Mirror and the Ripper, Thanks) si uniscono vecchi successi (
Guitar Gangsters & Cadillac Blood, Mary Ann's Place), in un mix irresistibile di sonorità metal e stile rockabilly. La risposta della platea è sorprendente: cori, stagediving e applausi si alternano senza mai affievolirsi. La band sembra davvero colpita, ringrazia e ricambia regalando momenti di puro intrattenimento, come la divertente e impeccabile esecuzione di un piccolo medley di Metallica, Slayer, Motorhead e persino Queen. A completare il tutto, le cover di successi targati Misfits (Angelfuck) e Dusty Springfield (I Only Want to Be with You). Ci abbiamo messo un po' ad accorgerci di loro, ma d'ora in poi ce ne ricorderemo di sicuro.
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