Piove o non piove, si fa o non si fa? Dopo un pomeriggio trascorso a sperare che il cielo si schiarisse e a controllare gli aggiornamenti su Facebook, sabato 4 giugno l'arena concerti di Fiera Milano ha ospitato il Flippaut Dance Reload, festival del sound elettronico. Di scena diversi artisti di fama internazionale, dal londinese Alexsis Taylor degli Hot Chip al tedesco Loco Dice. Ma star indiscusse della kermesse sono stati loro, i Chemical Brothers.

15 ANNI DI CHIMICA – L'attesa è intensa per il duo di Manchester. Sul palco viene trasportata la loro imponente console e l'emozione cresce, secondo dopo secondo. Poi entrano Ed e Tom, quarant'anni ma solo all'anagrafe. Alle loro spalle, un'ammaliante video-scenografia dove si susseguono immagini di clown, tigri, cavalli di legno, farfalle, teiere che scoppiano, geometrie architettoniche e giochi di colore. Novanta minuti di show che ripercorre il loro curriculum musicale, da Exit Planet Dust, disco d'esordio del '95, a Furter (2010), passando per le sonorità orientaleggianti di Push The Button (2005). Si comincia con Another World, per poi tornare sui passi di Do It Again, Chemical Beats e ripiombare nel presente di Swoon e Horse Power. La folla è in delirio sulle note di Hey Boy Hey Girl e Believe, attese con l'acquolina in bocca e servite dopo aver cotto a puntino il pubblico. Un'ora e trenta di musica che scorre velocemente. Un circo di suoni e visioni che si congeda remixando Galvanize a Leave Home.

INFELICI BINOMI – La prima edizione di Flippaut Dance Reload Festival si è conclusa registrando diecimila presenze. Un mega party a cielo aperto che ha coinvolto anche alcuni turisti stranieri, appositamente venuti a Milano per assistere all'evento. Numerosi sono i commenti entusiasti dei fan sui social network. Appuntamento all'anno prossimo, augurandoci magari una riduzione sul prezzo del parcheggio (15 Euro non è poco), delle navette notturne che colleghino la Fiera al centro città e un aggiornamento più immediato delle informazioni online. Ma soprattutto che vada scemando il binomio musica elettronica e droga: non facciamo i moralisti davanti agli spinelli, ma con troppa disinvoltura si consumavano stupefacenti molto più pesanti.

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