Bob Dylan

Il menestrello dell'America ribelle canta al Forum per ritrovare memorie e utopia

Il menestrello ha appeso la chitarra al chiodo. E' una scelta più che un'imposizione. Alla tenera età di 64 anni, Robert Zimmerman - in arte Bob Dylan- si è lasciato indietro il folk e di quel passato si è spinto in avanti con la sola armonica. Il songwriter del Minnesota è tornato a Milano con la sua band, musicisti di gran classe ed in gran forma, per l'atteso concerto di sabato sera al Forum di Assago.

Questa volta i 40 anni di carriera del "burbero" e "scontroso" menestrello - è risaputa la sua freddezza nei confronti del pubblico - scivolano in una bella esizibizione live che scodinzola tra blues e rock. Così Dylan, sullo sfondo di un sipario dal colore rosso fuoco, si siede alla sua tastiera e saltella tra canzoni nuove e vecchie con arrangiamenti del tutto nuovi, che lo confermano ancora una volta un fuoriclasse.

Certo chi si aspettava il Bob Dylan folksinger che avrebbe eseguito "Blowin' in the wind" o "Like a Rolling Stone" è rimasto deluso. Questi due gioielli del canzoniere dylaniano sono stati addirittura esclusi dalla scaletta. La voce del menestrello fa fatica a farsi sentire: è diventata ancora più roca e allo stesso tempo intensa come il suono fuggiasco della carta vetrata. Dylan non si sbilancia, sembra quasi impassibile dinanzi ad un pubblico caloroso che lo accompagna in coro per questo viaggio musicale scivolando tra "Spanish boots", "Just Like a Woman" e "Mr. Tamburine Man".

Il tempo passa velocemente anche se il cantautore è molto avaro nel concedersi al suo pubblico. Lo sanno bene in molti che la scaletta viene sempre rispettata e che con Bob Dylan, ahimé, il tempo è sempre tiranno. Un'ora e quaranta minuti di concerto senza grandi sorprese o sbavature. Ma il pubblico si accontenta e gode, rimandendo soddisfatto perché come disse il profeta: " Se fra cento anni qualcuno canterà una canzone del '900, sara' una canzone di Bob Dylan". Questo concerto, poco acustico e tutto elettrico, ci ha fatto fatto ritrovare i cocci dell'altra faccia di questo "Mr. Tamburine Man": metà cristiano e protestatario, metà progressista e reazionario, metà gitano e predicatore. Alla fine dell'esibizione, Dylan ha regalato un po' di baci alla platea. Saranno bastati per addolcire chi ha lasciato il Forum con l'amaro in bocca per non aver ascoltato qualche canzone in più? E forse la platea milanese lo meritava. 

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