Recensione Concerti Primo Maggio Bloom - Mezzago

Musica

Bloom, cronache di un concerto

La provincia suona con alcune delle migliori band della scena alternative italiana

Le atmosfere soffuse della sala cinema del Bloom accolgono il pubblico del primo maggio. A Mezzago la giornata si protrae con una ricca selezione della musica indie italiana: dai giovanissimi Heike has the giggles al veterano Giorgio Canali. I concerti si alternano con precisione tra salone "elettrico" e cinema per i set acustici.

Due lampade e una tastiera introducono la poesia dell'assurdo di Dino Fumaretto. Capelli ricci che si accaniscono sui tasti, testi di voluto e divertente non sense accompagnati dalla presenza quasi cabarettistica di Fumaretto. La chitarra di Fabrizio Coppola conduce in altri lidi poetici. Non manca il riferimento ai lavoratori e ai precari di cui si celebra la festa. Nel complesso il cantautore non colpisce pienamente nel segno per lo stile vocale un po' troppo piatto che non sottolinea come dovrebbe le parole. Sull'essenzialità si basa anche Alessandro Grazian per metà set è solo lui e la sua chitarra, poi entra Enrico Gabrielli, figura tanto strana quanto musicalmente preparata, che accompagna Grazian in alcuni brani con clarinetto basso e flauto traverso. 

Al piano sottostante attendono le chitarre rock di Sorry Ok Yes duo dalla propensione per l'alt rock. Sfumature più funk colpiscono con gli Heike has the giggles. Dal palco la band emana una notevole carica con canzoni che hanno tutto il potenziale per avere successo anche al di fuori della nicchia "underground". A chiudere la serata due band molto diverse tra loro: i colori dei Mariposa abbagliano e divertono, musicisti capaci devoti alla musica componibile, scherzosa quanto basta come le mise sfoggiate sul palco. Dall'allegria naturale dei Mariposa si arriva ai volumi distorti di Giorgio Canali e Rossofuoco. L'esibizione pecca di una voce troppo urlata e poco nitida a confronto della potenza musicale. Ma Canali rispetta in pieno il suo personaggio, l'outsider che canta ciò che gli pare e dà sonore testate al microfono. Uan conclusione arrabbiata con Alèalè enumera le brutture di una società a cui sfugge la realtà.

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