Prima di addormentarmi ho immaginato di essere appena stato ad un concerto dei Battles al Teatro Franco Parenti il 15 aprile in occasione dell'Elita Festival. Ho chiuso gli occhi e ho immaginato il super trio di New York, nato nel 2002, lanciare sul pubblico sequenze sonore ben architettate dal groove irresistibile. La famigerata batteria gialla, il basso dal sound corposo, chitarre e tastiere ben tirate, si amalgamano in un genere che non è un genere. Un mix di progressive, jazz e indie rock che trova in un pubblico attento e appassionato un ottimo muro contro il quale andarsi a schiantare.

Ian Williams (ex Don Caballero), David Konopka e Anthony Braston, assemblati in maniera non-convenzionale sul palco, sono maestri di un noise di nuova generazione. Si esibiscono con energia e stile proponendo l'album di successo Mirrored (sintesi di un lavoro iniziato con le precedenti pubblicazioni EP C e B EP), dal singolo di successo Atlas fino a Tonto, vorticosa e ripetitiva preghiera musicale che suona un po' UK.  Mi sorge un dubbio: "Forse forse, al concerto ci sono stato sul serio".
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