Musica

Avril Lavigne, concerto con mamma e papà

Il pop della cantautrice canadese manda in delirio i teenager al Forum di Assago

Tornare ad essere teenager è salutare qualche volta, anche se di mezzo c’è il pop contraffatto di punk di Avril Lavigne. Lo sanno bene le mamme e i papà che ieri sera hanno accompagnato al Forum di Assago figli e figlie per l’atteso show della cantautrice canadese. C’erano striscioni ovunque e alle 21.30 è bastato che la principessa del pop d’oltreoceano salisse sul palco, per far scattare il delirio.

TI AMO MILANO - Erano tutti in piedi ad applaudirla e a cantare in coro assieme. “Ti amo, Milano”, ha gridato Avril dal microfono, aggiungendo in un italiano mezzo newyorkese: “Fa pure rima!”.  A scaldare gli animi sono bastati Black Star, Smile e He wasn’t.  L’atmosfera era molto casalinga, sembrava uno showcase nel salotto di casa nostra, una festicciola musicale tra amici che avrebbe fatto mettere le mani tra i capelli ai nostri vicini bacchettoni. Troppo zucchero velato su queste canzoni? Ci stava e ci stava pure bene, per far volare in alto come una mongolfiera i sogni di questi adolescenti, a volte teneramente romantici, sotto la fasulla scorza dura che nasconde una densa fragilità.

WISH YOU WERE HERE - Avril Lavigne ha colto nel segno. Sa parlare ai loro cuori e farli battere al momento giusto, proprio come è successo ieri sera con dimestichezza sentimentale su Fix You, Wish You Were Here e Nobody’s Home, quest’ultima in versione chitarra e voce. La band le è stata dietro, mentre Avril saltellava su e giù per il palco come una ragazzina eccitata al primo debutto. Poi è arrivato il bis e il coro intonato del Forum ha sussurrato I Love You. Per il grand finale la reginetta e la sua band hanno tirato fuori Complicated, che anche i genitori canticchiavano, perché forse faceva il verso a quello status facebookiano che sintetizza “le nostre relazioni sentimentali complicate”. Smontata la baracca presto, poco prima delle 23, Avril Lavigne ha lasciato una provocazione anche per noi più grandi, spesso snob verso questo genere: dovremmo tornare ad avere il cuore da teenager per afferrare la magia della musica, quando lega sullo stesso filo più generazioni, perché i sogni non hanno davvero età.

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