Arisa

"Amami Tour", al Teatro degli Arcimboldi la nuova Arisa a tutto swing

"Milano mi dà calore. È la mia seconda città, dove ho deciso di vivere, è come se ci vivessi da sempre". Così mi dice Arisa poco prima di cominciare il suo spettacolo al Teatro degli Arcimboldi. Un palco importante che affronta semplicemente con un’esclamazione: "È fighissimo!". Look androgino, giacca, cravatta e tacchi vertiginosi che lancia via dopo un paio di canzoni, andando un po' controcorrente rispetto all'atmosfera intima e notturna che il suo Amami Tour vuole ricreare. Arisa però è così, schietta, lo si capisce da cosa fa durante il live oppure da cosa probabilmente farà dopo. Almeno da quello che racconta nella nostra chiacchierata pre-concerto: "Di Milano adoro le trattorie spartane, dove dopo aver cantato si va a mangiare genuino e si paga poco".

Quel personaggio bizzarro di Sincerità si è evoluto. Arisa è sempre ironica (fa il verso all'amica Malika Ayane seduta in platea) ma tralascia quel sapore retrò di prima, non solo nel look. Si dedica ai successi pop e li rende swing con arrangiamenti originali (Toxic di Britney Spears sulle note de La Carmen e altre cover coraggiose ma riuscite come Personal Jesus dei Depeche Mode o Sweet Dreams degli Eurythmics). Poi arrivano le sue nuove ballate ad alto contenuto di zucchero ma che, anche se si è un po' allergici a tutto questo Meraviglioso amore mio onnipresente nei testi, si riescono ad apprezzare. La voce è leggera e graffiante e l'orchestra attorno a lei ricorda il clima di un vecchio jazz club tra bassi, chitarre e luci soffuse.

Fino alla piccola, divertente, chicca conclusiva. Immersi in questa esplosione quasi soul anni Settanta, ecco la swing cover di Tanti Auguri di Raffaella Carrà. Forse perché non c'è fine alla sperimentazione o forse perché, come dice Arisa, "La Carrà è una donna meravigliosa". In effetti, come darle torto.
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