Recensione Concerto Afterhours Carroponte - Milano

Afterhours, ritorno alle origini

File di fan davanti ai cancelli del Carroponte per il rock ruvido della band milanese

Chissà se veramente "i milanesi ammazzano il sabato". Di sicuro lunedì 19 luglio erano tutti al concerto degli Afterhours. Circa 4000 persone hanno gremito il Carroponte di Sesto San Giovanni per celebrare la band capofila dell'indie rock italiano. Sul palco, oltre alla formazione ufficiale, anche Xabier Iriondo, storico chitarrista della band che uscì dall'organico nel 2001. Un innesto che richiama il primo periodo creativo del gruppo, quello a cui i fan con la memoria più lunga si sentono maggiormente affezionati.

Il live denso di elettricità, ben tre chitarre contemporaneamente sul palco, omaggia soprattutto i fasti di Hai paura del buio. Da Punto G a cui, non a caso, è affidata l'apertura del concerto, a Simbiosi con Manuel e compagni in tenuta dark, tra borchie e cerniere su pelle nera. Ma c'è spazio anche per i lavori più recenti, dalle Ballate per piccole iene alla sanremese Il paese è reale. Manca all'appello l'amata Quello che non c'è, mentre c'è spazio per Televisione (tratta dall'ep Male di Miele, ndr): un altro modo per tranquillizzare i puristi preoccupati dalle lusinghe del mainstream?

Si ringrazia Shiver Webzine per le foto.
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