Correva l'anno 1981. Era l'11 maggio. In quel giorno il mondo della musica si ferma per rendere omaggio a un grande artista, nato fra i ritmi in battere e levare dello ska e simbolo del reggae in tutto il mondo. Il suo nome: Robert Nesta Marley.

DALLA JAMAICA ALL'ITALIA - Due ragazzi della provincia di Torino, Vitale Bonino (Bunna) e Franco Caudullo (Madaski) decidono di rendere onore al celebre Rastaman, formando una band che porterà il nome di una della sue canzoni. Dal 1981 gli Africa Unite si collocheranno all'interno dello scenario musicale alternativo italiano sentendo che ciò che li accomuna a Marley è "avvalersi della musica come strumento per far trasmettere i propri messaggi" come dichiara Bunna durante il concerto alla Salumeria della Musica.

25 ANNI DI AFRICA UNITE - Il live è un'occasione per festeggiare 25 anni di musica ed il loro decimo album Controlli, con una novità, che prevede un sound particolarmente dub, e di contro un ritorno al passato, nonché la scelta di cantare in inglese. Fra i dodici brani appartenenti all'ultima produzione, emerge con prepotenza il brano fortemente provocatorio In nomine interpretato da Madaski, con fare quasi blasfemo e demoniaco. Nei suoi occhi e nelle sue movenze c'è la voglia di esprimere la propria rabbia e di volere beffeggiare le istituzioni ecclesiastiche, alla stessa maniera di una striscia graffiante del fumettista Andrea Pazienza. In alcuni momenti le provocazioni blasfeme sono eccessive, dimenticando che duemila anni di storia o secolarismo religioso non possono essere accartocciati senza riflessioni propositive. Senza questo passaggio si rischia che dalla rabbia torni solo rabbia e la visione della realtà si sgretoli in un letamaio ideologico. Il timbro della voce di Madaski rievoca quello di Soffici sapori, del 1996, ma i toni sono molto più accesi e superbi.

UNO SGUARDO AL PASSATO - Se la prima parte dell'esibizione è dedicata al nuovo album, la seconda è quella dei vecchi Africa Unite, che propongono Il partigiano John, tratto dall'album del 1996 In diretta dal sole,  con Bunna più in versione Blue Beaters con la chitarra in mano, che intona una cover di Concrete Jungle. Dagli applausi del pubblico della Salumeria della Musica e dalla sua voglia di ballare, gli Africa Unite posso essere fieri di aver fatto centro un'altra volta, unendo lo spirito "tradizionalista" di Bunna, fedelissimo del sound roots, e quello "innovatore" di Madaski, sopraffino intenditore di musica elettronica.

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