Recensione concerto Adam Green

Musica

Adam Green, il folletto saltellante

Un'ora e mezza di live per il cantautore newyorchese, tra tuffi e melodia pop

A vederlo entrare sul palco del Circolo Magnolia, domenica 28 febbraio, non diresti che quel piccolo corpo asciutto possa contenere tutta quell'energia. Adam Green, ragazzo prodigio della musica indie americana, è un personaggio strafottente e ironico. Lo si capisce da subito, dalla sua musuica che sembra fatta per non essere presa sul serio. Un po' cabaret, un po' folk-punk, un incedere da musical classico per la voce profonda e parzialmente recitata. Un concerto caloroso e confusionario, tipicamente americano. Adam ha una grande presenza scenica, ironico e un po' brillo conduce il pubblico tra le sue canzoni senza un attimo di respiro. Dance with me scatena tutti, platea e musicisti, sempre pronti a seguire Adam nelle sue evoluzioni. Il suo saltellio è continuo e spesso sfocia in tuffi sulle prime file e si concludono su Baby's gonna die tonight e lui in piedi sopra le teste sorretto da alcuni volenterosi.

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