Zita Swoon, l'originalità è un'illusione

Alfieri della tendenza del nomadismo culturale nella musica, dalla disco anni '80 al funk assurdo di Zappa allo spirito di Beck

Arrivano gli Zita Swoon! Due occasioni per vederli: il 17 marzo al Teatro Centro Lucia di Botticino Sera (Brescia) e il 19 marzo a La Casa 139 (ore 22.00 Euro 10 + Tessera Arci). Non è esagerato considerarlo il concerto più importante di questa stagione musicale bresciana 2006/2007, poichè il gruppo belga di Anversa, capitanato da Stef Kamil Carlens bassista e cantante nei primi tre album dei DEUS, è alfiere di una sorta di nomadismo culturale, a cui sempre più spesso tendono i nuovi artisti.

NOMADISMO CULTURALE - La loro musica è un viaggio attraverso tutta la tradizione della Popular Music. Che faccia scalo nelle terre del folk e del blues o che si spinga fino alla disco degli anni Ottanta, costruisce legami verso il passato e verso l'avvenire. Dal funk assurdo di Zappa o alla Funkadelic fino alla tradizione di autori come Dylan, Young e Joni Mitchell. Passando per l'ecletticismo di Tom Waits o degli Einsturzende Neubatuen o ancora alla musica campionata di gente come Aphex Twin, DJ Shadow o Howie B. Un viaggio si compie spesso nello spazio di una sola canzone.

ILLUSORIA ORIGINALITA' - Uno spirito simile a quello di un artista come Beck. Ognuno dei loro concerti e dei loro dischi rigurgita di riferimenti ad un lungo passato musicale e dimostra che l'originalità assoluta è illusoria. Zita Swoon si bilancia fra la sua sottomissione ad una forza naturale che è la musica, un bisogno semplice e primitivo di esprimersi in maniera musicale in modo quasi fisico e la messa in opera di una memoria acustica che incita a parafrasare, a citare ciò che li ha appassionati o colpiti.

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