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Trompe-l'oeil a Milano

L'inganno c'è e (non) si vede. Viaggio alla ricerca delle applicazioni di questa illusoria tecnica artistica in città

L'apparenza inganna: non c'è proverbio più adatto a spiegare il trompe-l'oeil, dal francese "inganna l’occhio", appunto. Si tratta di un espediente pittorico-architettonico già in uso nell'antica Grecia, apprezzato soprattutto durante il Rinascimento e il Barocco ma frequentato anche ai tempi nostri. 

QUESTIONE DI TECNICA - Con un'accorta disposizione di luci ed ombre, seguendo precise regole della prospettiva lineare, l’artista riesce a rendere al massimo il senso del rilievo, dando allo spettatore una forte illusione di realtà. In pratica crea un effetto di spessore laddove non c'è che una superficie piana, piatta. Ed è subito profondità.

SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO - In città il trompe-l'oeil più celebre è il finto coro della chiesetta di Santa Maria presso San Satiro, autentico gioiello del Bramante. Le minuscole dimensioni dell'edificio convinsero il grande maestro a realizzare nella zona del presbiterio una strabiliante volta in stucco: soli 97 centimetri, capaci di illudere sensibilmente lo sguardo umano, suggerendogli una concavità assai maggiore. Se volete godervi lo spettacolo andate in via Torino 17: l'applauso scatterebbe spontaneo, ma ricordate che siete in un luogo di culto e regolatevi di conseguenza. 

PASSEGGIANDO IN CITTÀ - Fin qui i due esempi più famosi. Ma il centro di Milano offre luoghi e visioni d'incanto ad ogni pie' sospinto, basta solo guardarsi attorno. Avete mai osservato, per esempio, l'arcata che sovrasta l'ingresso dell'elegante palazzo in via Senato 2? Lì troverete un piccolo e delizioso trompe-l'oeil. La ricerca di altri inganni visivi continua lungo viale Premuda, al civico 16. L'edificio di fronte a voi gioca abilmente con le angolature e la disposizione dei blocchi di cemento rende il portale e le finestre più incavate di quanto effettivamente siano. Dulcis in fundo, la vera perla di illusione ottica in città: il portone del palazzo di via Dante 16. Per ammirare l'arco e le sue semi-colonne, però, toccherà attendere la fine dell'opera di restauro. Ma, tra un pilone e l'altro del ponteggio, si riesce comunque a dare una suggestiva sbirciatina.

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