Le Vie Parallele

Sabato pomeriggio in fuga dal caos di Corso Buenos Aires. Si volta l'angolo, si scopre un mondo

Quante volte ci siamo trovati dentro a un sabato pomeriggio per le strade più affollate della città a chiederci: "Perchè"? Prendete Corso Buenos Aires: una sfilza di negozi e una folla che (inspiegabilmente) mai si disperde. Eppure ci ricaschiamo e ci ritorniamo: perchè dobbiamo fare il regalo all'amica (o a noi stesse), perchè ci tocca accompagnare la fidanzata o solo perchè "è che ci disegnano così". Ma una via di fuga dal gorgo di vetrine del Corso c'è signore e signori, basta voltare l'angolo e finire nelle vie parallele, prima fra tutte, Via Tadino.

MONDI PARALLELI - Sembra di essere stati risucchiati da un buco nero: in Via Tadino si trova ancora la vecchia bottega del calzolaio e quella del barbiere, in un bar si intravede un bancone che più Anni '70 non si può. Colti da fame improvvisa dopo siffatto svarione spazio - temporale, non ci resta che rifocillarci da Pandenus. Squisitezze calde e fredde,  dolci e salate, stanno in bella mostra tra un bouquet di pomodori e bottiglie di vino incorniciate, immancabile il cappuccino: questo locale, con la sua musica jazz in sottofondo, è l'ideale per ristorarsi, mentre dagli sgabelli affacciati sulla strada si intravedono tram in transito all'altro angolo della strada.

UN LIBRO LIBERA - Mentre il traffico cittadino furereggia nelle vie dello shopping limitrofe, meglio dare ossigeno al cervello con l'aiuto di un paio di librerie. Vicinissime, L'AtalanteA + Mbookstore non sembrano litigare come due concorrenti, d'altronde non ne avrebbero motivo: la prima è fornitissima di titoli fuori catalogo, l'altra è specializzata in arte contemporanea. Più distante è La Libreria di Via Tadino, di proprietà di una cooperativa, è l'unica a Milano ad avere i libri di Edizione Lavoro, suo anche un angolo con un mucchio di volumi usati a prezzo infimo.

UNICI, DA COLLEZIONE - Il desiderio femminile, si sa, spesso conduce verso lidi meno cerebrali e più "tangibili". Ecco allora gli abiti (e in particolare gonne, gonne e ancora gonne) usciti dall'estro di Elena, creatrice di Atelier Bergnach. Monili speciali sono quelli di Ami Mopis, artigianali come pure le borsine di paglia e rafia. I patiti di collezionismo si perdano pure da Yamato Shop, sorta di "Sotterraneo dell'Androide" di simpsoniana memoria, dove abbondano manga giapponesi, mentre chi parteggia per il fumetto made in U.S.A non dovrà camminare molto per raggiungere La Borsa del fumetto. Sotto un'insegna anonima si nasconde invece Cinepostershop, una bottega con le locandine di film, introvabili anche su e-bay.

ARTE & CULTURA - Chi si fa prendere dal senso di colpa post shopping potrà fare mea culpa nella Chiesa Russa Ortodossa di San Nicola, ogni sabato alle ore 18 viene celebrata la liturgia e chi ha già assistito al rito ortodosso alzi la mano. L'alternativa è incamminarsi per un tour artistico lungo Galleria Giò Marconi, Fondazione Mudima o Galleria Ciocca Arte Contemporanea. Dall'altro lato del Corso invece merita certamente  una visitina la Casa Museo Boschi - Di Stefano.

THE END - Il sole tramonta e la vostra fidanzata è ancora chiusa in un camerino a provarsi l'ennesima canotta? Il tempo si inganna con un bel film: basta scegliere tra il cinema Arcobaleno e le proiezioni raffinate dello Spazio Oberdan. Se all'uscita della sala trovate la fidanzata furente, riappacificatevi al tavolo di un ristorante. Cucina indiana, giapponese, mongola, tradizionale italiana: nulla di tutto ciò manca in Via Tadino.

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