L'eleganza in un aperitivo

Un locale elegante che rende omaggio al design, al rito dell'aperitivo, ma con gusto e buon cibo

POLIEDRICO PER VOCAZIONE - Sole e luna. Giorno e notte. Alba e tramonto. L'universo ha i suoi ritmi naturali. E il Noon li segue instancabilmente, ragalando una no stop di intrattenimento. Del resto si chiama Noon non a caso. E nel suo logo va cercata la spiegazione.

"Il nome nasce dall'esigenza di creare uno spazio funzionale, a 360 gradi", commenta Enrico Caddeo, uno dei soci (gli altri sono Gianni Campese e la famiglia Intini). "Il nostro voleva essere un locale da vivere all day long, cioé tutto il giorno. Perciò abbiamo giocato su una parola che significasse mezzogiorno ma che in un certo modo volesse rimandare anche al concetto della mezzanotte".

Del resto Noon fa rima anche con moon. Ecco allora un bar-ristorante eclettico e innovativo, aperto dalle 7 del mattino alle 2 di notte. Grandi vetrate sulla strada a lasciare fltrare la luce e una varietà di ambienti giocata su tre livelli. Un compendio ben riuscito di stili e colori diversi, perfettamente calibrati e dosati. Un gusto per l'estetica che diviene raffinatezza e sofisticata eleganza. Merito dell'architetto Attilio Ladina e dello Studionovantanove architetti associati. E merito anche delle installazioni di arte contemporanea che impreziosiscono gli interni (senza dimenticare di dare un occhio alle toilette, realizzate con materiali di pregio).




COLAZIONE E PRANZO - Qui il breakfast è un rito da onorare con tanto di cappuccino, muffin, torte golose e brioche. Tutto preparato rigorosamente "in casa" dallo chef pâtissier Christian Devicenti che, da buon genovese, è anche l'addetto alla preparazione di focacce e focaccine per l'aperitivo serale. Il light lunch, invece, va in scena nell'area buffet. Da assaporare: salumi, formaggi, carpacci, zuppe, verdure e piatti della cucina italiana (12 euro, compresi acqua e caffè). Altrimenti la scelta è alla carta, nella zona ristorante (25 euro, con due portate, acqua, calice di vino e caffè).

HAPPY HOUR - Raffinato indubbiamente. Da provare assolutamente. L'aperitivo qui si fa chic, e il rito più riverito dai milanesi viene scandito da un lungo momento di lusso nel buongusto. Anzitutto grazie alla scenografia della zona bar: parquet chiaro, bancone di 16 metri in rovere con piano in corian e tante piccole isole con tavolini bassi e morbide poltroncine Bistrot di Magistretti. Il contesto ideale per rilassarsi e assaggiare leccornie in formato finger food: da attingere direttamente dal bancone ma anche servite cortesemente al tavolo dagli eleganti camerieri. Piccole delizie come salmone marinato, polpettine di carne con pinoli e uvette, cubetti di formaggio fritti, quadratini di farinata di ceci, focaccine ai funghi, quiche, frittatine di pasta, tramezzini, dadolata di salumi, bruschettine, capperi di Pantelleria, zuppette di legumi e sfiziosi bicchierini con caprese liquida e centrifugati di verdure. I cocktail (da non perdere il Noon, mix di vodka, lasciata a macerare con gli stimmi di zafferano, dry orange e liquid lime e decorazione di alchechengi) sono ben suddivisi a seconda dell'ingrediente principale.

CENA - Lampade in legno a forma di conchiglia di Simone D'Auria a regalare le calde tonalità dell'arancione, tavoli bianchi a donare freschezza e tovaglie marroni a rifinire il tutto con un tocco di classe: il ristorante del Noon è un'oasi dove cenare in un'atmosfera soft. Lo chef Pasquale Esposito sa preparare ricettine italiane di chiara impronta mediterranea, utilizzando materie prime di qualità attentamente selezionate. Un menu che omaggia carne (il manzo è fassone piemontese), pesce e verdure con un pizzico di fantasia, anche nella presentazione: code di mazzancolle e cuore di carciofi al timo; filetto di manzo fumé al profumo di porcini e mostarda di zucca; minestrone di ceci e polpo arrostito al rosmarino; riso Vialone Nano mantecato alla grappa di moscato e foie gras; gnocchi di ricotta su filetti di pomodoro fresco e scaglie di pecorino; calamaro farcito con pane raffermo in guazzetto di pomodori e patate; rombo chiodato arrostito in tegame con vongole veraci e cipollotti; medaglioni di filetto di maiale magro in crosta di parmigiano e maggiorana; mattonella di ricotta e pere; delizia di pan di Spagna con crema al limone e cappuccino invernale (verticale di panna montata, cioccolato, crema di marroni e rum e crema al latte). Ricca la carta dei vini, che spazia dagli spumanti italiani agli champagne, ai nettari bianchi, rossi e da dessert sia italiani che stranieri, esibendo etichette di nicchia.

DOPOCENA - Nitore assoluto per il lounge bar al piano interrato: pavimento in resina bianca, tavolini in acciaio lucido, panche in cemento ingentilite da soffici cuscini in pelle bianca e candidi pouf. E a suggellare il tutto, la lampada-scultura di Piet Hein Eek: una gabbia sferica di nastri d'acciaio intrecciati e illuminati da microlampadine. Il luogo ideale per ascoltare un po' di musica a tarda sera. Poi c'è la smoking room, uno dei fumoirs più grandi della città. E sicuramente uno dei meglio arredati: lampade anni Quaranta e Sessanta, divani e poltrone vintage, pouf in vacchetta, coccodrillo e pelli di struzzo e tavolini d'antan. Insomma un salotto caldo e accogliente dove godersi un sigaro, abbinandolo a liquori e cioccolatini fondenti (ottimo quello con ganache di cioccolato bianco e mango e arancia candita). La musica di sottofondo? Jazzanova e bossanova.

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