Emo Kid

Neo-romatici da Web e musica. La frangetta asimmetrica è il loro simbolo. Difficile descriverli, ma la parola d'ordine è Emozionare

Che stile avrebbero avuto ai nostri giorni un Foscolo o un Leopardi? E che movimento avrebbe seguito un novello giovane Holden? Forse sarebbe stato di loro gradimento l'Emo, l'ultima, ma non nuova, tendenza che sta facendo parlare mezzo mondo giovanile e non solo, visto il lungo articolo dedicatogli anche dal New York Times.

PAROLA D'ORDINE EMO-ZIONARE - Il termine deriva da emotional e la radice è quella della parola greca sangue, quindi la deduzione balza spontanea anche alle menti dei meno arguti. Questo stile vuole emozionare e ha uno stretto legame con la corrente letteraria del Romanticismo. Con emo si contraddistingue un sottogenere della musica hardcore punk. Originariamente, il termine descriveva la musica di Washington DC della metà degli anni '80. Poi venne coniato il termine emocore (abbreviazione di "emotional hardcore"). Ancora una volta si parte dalla musica per creare un fenomeno e ancora una volta, negli anni 2000, non si inventa nulla di nuovo. Parrebbe facile etichettare e riporre i barattoli di emo kid nella dispensa, ma dopo una più attenta analisi dei soggetti, ci si accorge di avere di fronte qualcosa di più sfuggente, fatto di atteggiamenti, abbigliamento, scambi d'idee virtuali e, magari, anche antidepressivi. I nomi più significativi del primo periodo sono Rites of Spring, Embrace, One Last Wish, Gray Matter, Fire Party e leggermente dopo Moss Icon. A metà anni '90, il termine emo iniziò ad essere usato per indicare la scena musicale indie influenzata dai Fugazi. Gruppi come Sunny Day Real Estate e Texas Is the Reason interpretarono il lato più emo dell'indie rock, un lato più melodico e meno caotico del suo predecessore. Poi la scena indie-emo si è fatta più commerciale ed oggi ci ritroviamo gruppi come My Chemical Romance, Tokio Hotel e perchè non aggiungere Avril Lavigne, la perfect emo girl?!

MILKSHAKE DI STILI - Il look dell'emo medio dei nostri giorni varia, ma consiste spesso in accessori da skate, skinny jeans, stelle, cuori spezzati e teschi, Converse All Star o Vans (meglio se consumate), trucco pesante agli occhi, smalto nero e, fondamentale, frangia asimmetrica, magari cadente su occhiali spessi. Uno stile che attinge dal gothic e dal punk, ma pure dall'indie. E' come se tutti questi stili fossero caduti in un frullatore da cui ne sia uscito l'emo tipo che è solito ritrovarsi in comunità virtuali sul web, come Myspace. Qui si leggono canzoni, poesie, sfoghi e confessioni che sanno un po' di dolori wherteriani, senza vergognarsi della propria tristezza, a volte troppo profonda per essere espressa nella vita reale. Proprio quest'ultima cosa fa degli emo un facile bersaglio per i loro avversari. Come avveniva fra punk e rasta, fra paninari e dark, non mancano gli anti-emo che si sfogano a suon di bloggate, prendendo in giro gli emo kid. Pensate che il termine negli USA vien spesso preso come una sorta di insulto. Gli emo milanesi sui trent'anni potrebbero trovare la propria bandiera nel brano Frangetta del Deboscio.

NEO-ROMANTICI DA WEB - Ma che li si ritenga dei poeti maledetti, oppure dei viziati che non sanno cosa fare e si creano problemi su misura, oppure ancora degli "sfortunati" che si crogiolano nel proprio malessere adolescenziale, non si può ignorare il fatto che sia un bene che nella comunità emo si trovi una valvola di sfogo e di condivisione che può essere costruttiva. Del resto ogni età ha le sue piccole sane follie.  E poi, pare che questi emo boy abbiano un forte ascendente sulle giovani donzelle, forti del fatto di porsi in maniera più gentile e delicata rispetto al clichè del macho. Insomma, emo come neo-romantici. Ma per non offendere nessuno nelle intime emozioni, lasciamo alle future generazioni le conclusioni. Del resto anche la Terra si vede meglio e nella sua globalità da lontano!

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