E' di scena il gran lusso

Brillanti come diamanti o con cascate d'acqua: la nuova tendenza dei locali milanesi è "stupire"

Milano, forse l'unica città italiana realmente vicina all'Europa e al resto del mondo, crogiolo di razze e capitale della moda, è proprio imprevedibile dal punto di vista del divertimento. Qui, un tempo, i locali da ballo interrompevano le danze per lasciar spazio alla boxe, come nel film di Visconti "Rocco e i suoi fratelli", girato nel tempio del ballo liscio La Fenice di viale Bligny; poi arrivarono le feste dentro la Stazione Centrale, fra le giostre delle "Varesine" o nelle rimesse degli autobus, i compleanni nelle chiese sconsacrate, i party sotterranei in metropolitana, in un mix fra tradizione e innovazione, romanticismo e trasgressione.

Adesso le novità saranno invece all’insegna del lusso; lo sottolinea anche “La Guida al Piacere e al Divertimento 2006”, del giornalista Roberto Piccinelli, in uscita a ottobre, che scopre e analizza tutti i nuovi ritrovi che faranno tendenza in città, con locali come il Crystal Lounge di Via Manuzio 6, di proprietà di Federico Zanardi e Tony Buba. Incastonato in un parallelepipedo di cristallo ha un ambiente molto chic, sfavillante come un diamante puro, un locale-vetrina, con pavimento e bancone realizzati in legno cioccolato, soffitto blu pieno di stelle, sedute in cuoio invecchiato, tavolini rilucenti di nero, stoviglieria in porcellana bianca, menù color fucsia, grandi foglie verdi al posto delle tovaglie. Qui si gustano pasticceria fresca, grandi macedonie, yogurt e drink d’autore, tra musica lounge e easy listening.

Tanto lusso anche al Luminal di Via Monte Grappa 14, locale modaiolo che, dopo il successo estivo a Formentera, ha già inaugurato la nuova stagione milanese con un grande party Sweet Years; tre vetrine di nove metri si affacciano sulla strada e un sofisticato sistema d’illuminazione rende tutto sfarzoso; l’opera di ristrutturazione ha permesso di far tornare alla luce la cupola liberty. Tra lampadari di cristalli Swarowsky, monoliti d'acciaio in versione banco bar, sedute griffate, mensole cromate, profluvi di led e fibre ottiche, bagni total black e pavimenti con disegno fluorescente, potete bere e ballate in libertà. L’happy hour prevede un buffet mediterraneo.

E per restare in tema di eleganza e sfarzosità ecco il Pearl di Via Panfilo Castaldi 4: “Appena si entra al Pearl si vede l’acqua che scorre sui vetri d’ingresso, il bancone curvilineo in cemento, bianco come colore dominante, i quadri artistici, le sedie rivestite e con dorso allungato. Due le sale in questo spazio dal design internazionale e dalla cucina rigorosamente italiana, per pochi coperti, da prenotare.” scrive Piccinelli, che prosegue parlando anche del bellissimo 3 Jolie, che si trova in Via Fratelli Induno 1 "tavoli e sedute importanti e ferrose, fiammeggianti inserti di raso, tende, tappeti e pedane, salottini sfiziosi, ha anche un piacevole dehor antistante ed è meta di parecchi calciatori vip”.

Farenight Via Giuseppe Ferrari 10, al quale Roberto assegna un oscar del piacere, da una parte ha una cascata d'acqua che confluisce in una sorta di fiumiciattolo che scorre su un letto di ciottoli bianchi, dall’altra ha una sorta di vulcano celato in un camino tecnologico, due aspetti di una stessa realtà per un ristorante spettacolare dove si mangia animati dal concept di terra, acqua e fuoco; è scavato in una porzione di fabbricato a ridosso della ferrovia, tutto in bella mostra, racchiuso da un’unica vetrata.

Da segnalare anche la zona di via Piero della Francesca che, oltre ad ospitare il famoso Gattopardo, situato in una chiesa sconsacrata, si è arricchita di un nuovo punto d'incontro super chic: il Kineo, una sorta di elegantissimo oyster bar su due livelli, total black, pareti marmoree e arredi in pelle capitoné; è un'ex ferramenta, con due camini (uno per piano) in cristallo e la vista sul giardino interno.

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