Assimilazioni di gusto

In una cornice preziosa un dialogo visivo col vissuto di un artista

ONDA - Il Nami sa portare con coerenza il suo nome. In questo antico palazzo sottoposto al vincolo delle Belle Arti di Milano, alte canne di bambù che si ergono dal pavimento al soffitto, illuminate da fasci di luce suggestivi, danno il benvenuto all'ingresso e, nel cuore del frequentatissimo e caotico Corso di Porta Ticinese, promettono un'oasi di pace. L'elemento chiave dell'acqua ci accoglie all'interno. Un corridoio realizzato con assi di legno e ferro ci conduce alla sala come ad uno scorcio di mare, in un ambiente luminoso, grazie agli inserti blu e oro che affiorano dalle pareti, caldo e rassicurante come solo i mattoni a vista possono suggerire.

PRELIBATEZZE PER IL PALATO - Una cornice preziosa degna del contenuto gastronomico: specialità giapponesi che attingono alla tradizione con un tocco di fantasia. Al Nami si può assaggiare l'ebiten make, un roll di riso con tempura di gamberi, asparagi e salse, arricchito da scaglie di patate fritte, o il sake saku, tranci di salmone fritto accoccolato su carta di riso con salsa speciale o il nichi ri nami, piccoli triangoli piccanti di riso impreziositi da salmone tritato e cosparsi di sesamo.

...E PER IL CUORE - Ma dal 27 novembre al 10 dicembre il Nami offre altre leccornie, tutte da "assimilare". Assimilazioni, la personale del pittore Amedeo Signoretto a base di acquerelli, vi terrà infatti compagnia con le sue opere fortemente caratterizzate. Una pittura materica e graffiata, frutto di un percorso interiore, di una sensibilità affinata dal vissuto dell'artista chioggiotto. Il colore è dirompente e ammaliante, la luce racconta un dialogo costante tra la luce che illumina la realtà e quella interiore che la spiega. Il segno deciso e marcato si spinge a volte fino all'abrasione, e il movimento dato dalla fluidità delle immagini racconta di un istinto mai assopito.
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