Al Macallè Caffè

Alle porte di Milano, una vineria che promette sorsi prelibati

Linee essenziali, minimaliste e sobrie. Non serve un ambiente dai dettagli ridondanti quando protagonista è il vino. E così, Al Macallè Caffè (di Mirco e Antonio Pecorelli) non ha avuto bisogno di ricorrere ad arredi sfarzosi per far capire la filosofia che lo anima: degustare buon vino in un'atmosfera piacevole e tranquilla. Lo si comprende ammirando l'ordine che lo contraddistingue: alti tavoli in legno orlati da sgabelli in alluminio nonché una serie di scaffali a scacchiera dove fanno bella mostra di sé nettari di pregio. Mentre all'esterno un grazioso dehors accoglie gli ospiti tra divanetti e poltroncine.

VINERIA - Circa 180 le maison presenti, ricercate preferibilmente tra le piccole realtà vitivinicole. Bianchi, rossi e spumanti provenienti da varie regioni italiane (principalmente Toscana, Veneto, Campania, Abruzzo, Sicilia e Marche) a cui si aggiungono champagne e nettari dal Sud Africa e dal Cile. Per la degustazione la scelta è duplice: bottiglia o calice (da 4 euro in su). A corredo vengono serviti ottimi taglieri di salumi e formaggi (da 8 euro).

APERITIVO - Dal martedì al venerdì, dalle 18 alle 20.30, è di scena l’aperitivo con il vino. E anche in tal caso l’opzione è doppia: quattro o cinque assaggi di etichette (10-12 euro) oppure il classico calice (a partire da 3 euro). In abbinata un invitante buffet: formaggi selezionati che variano stagionalmente (ad esempio Castelmagno, Taleggio e Primosale) da accompagnare alla marmellata di cipolle di Tropea, a quella alla mela verde e pomodori e a quella di albicocca e aceto; pizzette, tartine, bruschette e stuzzichini vari; salumi e qualche dolcetto. Il sabato e la domenica, invece, sono protagonisti i cocktail (Euro 5,00 al banco, 6,50 al tavolo). Ma se qualcuno desiderasse un sorso di vino nessuno glielo vieterebbe. Anzi.

BRUNCH - Arriva di domenica, dalle 12 alle 15, la tavola imbandita per il brunch e stupisce gli ospiti a ritmo di delizie american style ma non si dimentica delle leccornie made in Italy: primi e secondi piatti, torte salate, carne, pesce e verdure (15 euro, bevande comprese, eccetto alcolici).

PRANZO - Pausa del mezzodì leggera ma all'insegna della varietà. Non il solito menu stringato ma una vasta scelta di prelibatezze: dalla pasta ai pomodori Pachino e gamberetti in prezzemolo, ai ravioli al radicchio e scamorza con salmone e besciamella al pepe verde, dalla parmigiana al manzo scottato alla piastra con spinaci al naturale e dagli spiedini di carne a una ghiotta insalatona alla brianzola. E per finire, crostate casalinghe, sorbetti e fragole con gelato.

CENA - Dal mese di ottobre sarà anche possibile cenare (prezzo medio 25-30 euro, vini esclusi). E il menu si preannuncia intrigante, con ricette capaci di connubi insoliti. Qualche anticipazione? Passatina di ceci con seppioline, carpaccio di pesce spada in salsa di arancio e aneto, risotto con porcini e castagne, lasagnetta di melanzane e alici, tortello di branzino in salsa di pachino, maialino al forno con insalatina di mele e patate, involtini di tonno con zucchine e zenzero nonché tortino al cioccolato con salsa di menta e millefoglie di ricotta con scaglie di cioccolato peruviano.

IN TACCUINO - In programma (sempre da ottobre) corsi di sommelier Ais e di assaggiatore di distillati. Ma gli obiettivi sono tanti: aperitivi con musica dal vivo e grandi eventi ogni mese. A riprova di uno staff dinamico e vitale.

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