Intervista a Uno sguardo su esterni

Beniamino Saibene racconta come, con idee e volontà, si possano scoprire altri modi di vivere la città e d'essere al mondo

Seduti in un caffè, davanti a due tè. Tè verde…non c'è, e allora? Un tè normale. Con limone? Sì. E, se c'è, lo zucchero di canna.
Entrambi chiediamo la stessa cosa e sorridiamo. E' un pomeriggio di primo autunno, un primo autunno più freddo del normale, ma che oggi lascia spazio ad un timido sole che fa sembrare certi angoli della città dei dipinti surrealistici.
Sono in compagnia di Beniamino Saibene, uno dei fondatori di esterni.
Beniamino è un giovane gentile uomo, dal viso dolce e dagli occhi luminosi che lasciano trasparire l'entusiasmo per le cose in cui crede ed è davvero un piacere chiacchierare con lui.

Beniamino, raccontami come, quando e da chi nacque l'idea di dare vita ad esterni.
"esterni nacque dieci anni fa, nel 1995, da tre amici, Lorenzo Castellini, Carlo Giuseppe Gabardini ed io. Le solite cose che offriva Milano ci avevano stancati e così, per ovviare la noia, ci adoperammo per cambiare qualcosa. Eravamo dei ventenni vogliosi di una scena più internazionale. Prendemmo poi contatti con amici di Berlino e Francoforte e da lì ebbero inizio lo sviluppo delle idee e la nostra crescita."

Qual è, secondo te, il problema di questa città, che ha tutto, ma in cui pare che la gente non stia così bene?
"Manca la cultura del vivere per strada ed è questo che esterni si propone di rivalutare. Alla base del disagio milanese c'è una difficoltà di chi abita la città a riappropriarsi di spazi all'aperto. Vi è una pigrizia di fondo che fa sì che si preferisca restare attaccati alle solite abitudini. Si è poco pronti a vivere quello che capita, semplicemente uscendo per strada. Certo, il Comune non facilita il muoversi all'esterno dei luoghi cittadini, così come non aiuta veramente l'integrazione tra le diverse etnie e non favorisce lo scambio culturale, alle radici. Qualcosa di simile ad Esterni sta nascendo anche in realtà più piccole di Milano. E' già qualcosa, ma ancora non basta per cambiare in meglio la qualità della vita e dei rapporti interpersonali."

Come concepisce l'individuo, esterni?
"L'individuo è al centro della nostra attenzione. In ogni progetto lavoriamo proprio su quello che può servire alle persone, dal costo dei biglietti per gli eventi alla segnaletica, e magari ci capita di tralasciare aspetti più logistici. Questa nostra cura nei confronti della singola persona ha fatto in modo che di volta in volta ci seguisse sempre più gente, rimanendo sedotta dalle nostre iniziative. "

E invece com'è la vita di un appartenente ad esterni?
"esterni diventa la tua vita…nel senso che si lavora senza interruzione, credendo profondamente nei progetti, e diventa difficile avere una vita fuori da qui. Siamo spesso qui dalle 9 della mattina alle 2 della notte. Sai, a volte capita che ci sia difficoltà a comunicare internamente, tra di noi, e che si avverta la stanchezza, però si continua, coinvolgendo anche amici e familiari."

Cosa avete in cantiere per i prossimi mesi?
"Per ora ci riposiamo un po', avendo appena concluso il Milano Film Festival e audiovisiva. Ci concentriamo per chiudere bene il 2005 e dobbiamo capire come muoverci nell'anno che verrà. Comunque a dicembre ci sarà sicuramente lo sciopero dei telespettatori."

C'è un progetto a cui sei più affezionato?
"Be', è sempre l'ultimo a cui si è data vita…non ve n'è uno in particolare."

Dal bar torniamo alla sede di esterni, che è tutta "invasa" dal materiale del Milano Film Festival e di audiovisiva. Beniamino ed io ci salutiamo, poichè lo attende una riunione. Nel giardinetto vicino alla cucina, tra le piantine di rosmarino, incontro invece Alessio Campo che mi parla proprio di audiovisiva, esprimendo la generale soddisfazione, di organizzatori, artisti, addetti ai lavori e pubblico.
"Quest'anno la line-up è stata ancor più variegata, spaziando in diversi generi musicali. Sul primo main-stage ogni sera si teneva un concerto prettamente musicale, mentre sugli altri due si tenevano performance audio-video. Un'altra novità è stata l'istituzione delle work-session pomeridiane, che hanno ottenuto una buona affluenza di persone. L'atmosfera era bellissima e gli artisti internazionali sono stati colpiti dalla suggestiva location dei Fossati del Castello Sforzesco."

E' bello vedere come, con delle idee genuine, tanta buona volontà e qualcuno che crede in te, si possa realizzare qualcosa di così bello, vero e alla portata di tutti. Basta uno sguardo all'esterno dei nostri mondi quotidiani per scoprire altri modi possibili d'essere e d'essere tutti insieme.

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