Intervista a Tiziano Ferro

L'artista racconta il nuovo album, il duetto con John Legend, i nodi sciolti e l'amore. Che è "una cosa semplice"

Sereno, sorridente e pronto a celebrare i dieci anni di carriera che lo hanno portato da un coro gospel della provincia italiana ai palchi internazionali. Tiziano Ferro, 31 anni e quattro album all’attivo, presenta il suo ultimo lavoro, L’amore è una cosa semplice. Il quinto lp del cantante di Latina contiene quattordici tracce inedite, tra cui un duetto con John Legend, una canzone scritta da Irene Grandi e un pezzo nato dalla collaborazione con Nesli. Anticipato dal brano La differenza tra me e te - unico singolo italiano che ha raggiunto il platino per i download dal mese di settembre - il nuovo disco è uscito il 28 novembre con 200mila copie già prenotate e si preannuncia come l’ennesimo successo dell'artista.

Ci racconti l’universo musicale del tuo nuovo album?

"È il disco che sognavo di fare da anni. Racchiude mondi diversi: ci sono sonorità swing, bossanova, r’n’b, mi piace inserire ogni volta elementi nuovi. L'ho registrato a Los Angeles, praticamente dal vivo, coinvolgendo musicisti di ogni tipo. Si sente che arriva dopo anni di carriera, si percepisce il mio percorso umano, la mia evoluzione, è frutto di ciò che ho ascoltato nei miei viaggi".

Il titolo "L’amore è una cosa semplice" è una provocazione?

"L’amore nasce come cosa semplice, spesso le dinamiche sono peggiorate da noi. Ci comportiamo da masochisti, vivendo le relazioni in maniera tormentata. Sembra quasi che più si soffre, più si complica la vita e più viviamo. Dopo aver sciolto i nodi che avevo, ho capito che l’amore può anche essere una cosa semplice".

Nei tuoi precedenti lp hai sempre usato il neutro, senza rivolgerti esplicitamente a un uomo o a una donna. A chi ti rivolgi in questo album?

"È un disco che parla d’amore in senso universale, racconta di ricongiungimenti verso persone care da cui mi ero isolato, dell’amore per la famiglia, gli amici, è un percorso introspettivo. Le canzoni nascono in maniera spontanea, inconscia. La differenza tra me e te mi sembra che parli al maschile".

Quando e come nascono le canzoni di questo disco?

"Nascono dopo aver lavorato al mio libro-diario (Trent’anni e una chiacchierata con papà, Kowalski, 2010, ndr), dopo essermi liberato da certi fantasmi. Ho realizzato questo disco senza l’ispirazione della sofferenza. Quando si è sensibili l’ispirazione non manca, nella vita c’è tutto: malinconia, felicità, ironia".

Quali sono i fantasmi che hai vinto?

"La libertà di sentirmi sereno di fronte a tante cose. Vedi il discorso dell’omosessualità: riuscire a viverla bene e non come qualcosa di sbagliato. E poi ero preoccupato per la mia voce: sentivo che stava cambiando, diventava sempre più grave e questo mi spaventava. Ho affrontato un percorso con un logopedista e ho capito che non dovevo preoccuparmi".

John Legend, Irene Grandi e Nesli: come nascono queste collaborazioni?
"La casa discografica di John Legend mi ha contattato per dirmi che a lui piacevano le mie sonorità. Il duetto (Karma) è nato due giorni prima di mandare in stampa il cd, ha scelto lui il brano: per me è stato come realizzare un sogno. Il brano di Irene (Paura non ho) l'ho voluto io, mi piaceva. Per la prima volta ho fatto l’interprete, mi sono immedesimato in un mondo emotivo. Nesli è un bravo musicista, ho trovato sensato inserire il suo pezzo, l’unico che non parla del “me” (La fine)".

Sono passati dieci anni dal tuo primo album: come ti rivedi a 21 anni?

"Se diventi famoso a vent’anni psicologicamente sei un "coglioncello", anche se anagraficamente maturo. Sono stato vicino al crollo. I discografici dovrebbero fare un corso agli emergenti, per insegnare comunicazione, dizione, lingue. È diverso dai talent show della tv, credo che le mazzate e i pianti senza telecamere facciano molto più male perché non c’è la consolazione del televoto".

Quando parte il Tour?

"Parte il 10 aprile da Torino, il 2 maggio sarò a Milano, mentre il 14 luglio "s’allargamo", sarò allo Stadio Olimpico di Roma. Lo spettacolo è fichissimo, stiamo pensando a uno show divertente e non concettuale, a differenza dei precedenti. Visto che non festeggio con un album antologico i dieci anni di carriera, ho pensato di celebrare l’anniversario con un live che sarà una raccolta di successi: su 24 brani in scaletta, 19 sono singoli".

Progetti per il futuro?

"Dopo questo disco sono libero, è l’ultimo album da contratto. Con la EMI mi sono trovato bene, ma non ho firmato con nessuna etichetta. Quando avrò qualcosa da dire e da scrivere, lo farò".
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