Intervista

Intervista a Stèphane Pompougnac

Il Dj dei vip ammalia il mondo con il suo album Hôtel Costes

Nato nel sud est della Francia, ha oggi 37 anni e ha iniziato la sua carriera di dj  al Palace e al Queen di Parigi, poi si è trasferito al leggendario Bains Douches, territorio ideale per dj emergenti che hanno voglia di farsi un nome. Lì fu notato da Jean-Louis Costes, partner del noto Hôtel Costes, must per le celebrity di tutto il mondo (Rolling Stones, Madonna, Bruce Willis). All'Hôtel Costes si ispira la serie di compilation chill out e lounge dall'andamento musicale molto vario, diventata simbolo della ricercatezza musicale fashion. La serie ha venduto 3.000.000 di copie nel mondo e Stèphane è "reduce" dalla festa del 26 ottobre con Sharon Stone a Roma. Durante l'asta di Benifecenza legata ad Amfar il cinema contro L'Aids, Daniele Taddei, proprietario dei romani Studios (ex De Paolis) ha speso ben 12.000 dollari pur di aggiudicarsi una copia del cofanetto celebrativo di Hôtel Costes. Vediamo quindi cosa rende particolare il Dj delle star...

Stèphane, come ti trovi a lavorare a stretto contatto con i divi?
"Per me è assolutamente naturale. In fondo non sono così diversi dai comuni mortali. Anche loro si annoiano quando un dj propone sempre la stesse musica. Il mio segreto quando faccio musica è proprio questo, variare sempre il ritmo. Sono francese e anche io potrei suonare o produrre solo house come fa Bob Sinclar. Ma ai private party non sai mai che cosa devi suonare, prima (e infatti Stèphane ha due enormi valigie piene di vinili e cd, ndr). Non sempre puoi solo fare bum bum bum. Un dj deve sapere essere eclettico. Qualcuno può sorbirsi volentieri 12 ore di bombardamento sonoro, tutti gli altri no. La cosa migliore è variare, almeno questo è quello che faccio io."

Qual è la location dove senti che la tua musica è più "a casa"?
"Non ti dico Hotel Costes per non essere banale anche se è proprio casa mia visto che ci suono da ben dieci anni, anzi unidici... E invece segnalo volentieri lo Zouk di Singapore.  Le persone che ci vanno hanno una gran voglia di ballare e l'impianto audio è fantastico, eccellente. Ho una certa influenza su chi gestisce il locale, per cui chi capita in Asia, può farci un salto e stare sicuro che lo metto nella mia guest list! Non capita sempre di poterlo fare..."

Come scegli i brani per le tue serate o gli album?
"Il mio scopo è creare un'onda sonora e musicale che non faccia ballare solo una parte delle persone. Raggiungere quello scopo è relativamente facile. Se ti metti a "picchiare" come un matto, senz'altro una parte delle persone ballerà e sarà contenta... ma ci saranno anche molti, troppi forse, che scapperanno. Il mio scopo quando faccio un cd è far sì che a nessun venga voglia di toglierlo fin quando non è finito."

Che atmosfere vuoi creare con i tuoi dj-set?
"Quando suono in un club cerco sempre di toccare vari generi musicali, ora un pezzo più r'n'b, ora un pezzo lounge o chill out, ora qualcosa di più ritmato. Per fare in modo che tutti si sentano a proprio agio. Il mio piccolo segreto è solo questo, non suonare brani dello stesso stile."

Che risposta hai quando suoni in Italia?
"Ottima. E adoro l'Italia in generale. Recentemente ho suonato a Capri. E' un'isola splendida e la gente è davvero fantastica. Ci sono stato a suonare l'estate scorsa, a far ballare una festa privata. Purtroppo conosco poco Napoli, l'ho solo attraversata in auto. Ma la sosta al ristorante non la dimenticherò mai: la mozzarella di bufala più buona della mia vita! E amo molto Milano. Credo sia, insieme con Parigi, la capitale mondiale della moda. Forse c'è un po' di competizione, è vero... ma è anche bello che sia così."

Utilizzi il Web nel tuo lavoro?
"Senz'altro, lo uso per scovare nuova musica, anche se compro e mi mandano molti dischi. Ma non sono un patito. Per il mio lavoro utilizzo molto i buoni vecchi vinili, non solo i cd che sono sempre più comodi."

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