Intervista a Stefano Fontana

L'ingegnere musicale svela le due facce: la sua e quella di Stylophonic

Stefano Fontana, l'ideatore del progetto Stylophonic, produttore e dj di successo, si siede a tavolino per una chiacchierata durante la serata che lo vede come uno dei testimonial, il Djcalogo (i dieci consigli per divertirsi senza rischi).

Stefano Fontana e Stylophonic, due facce di una stessa medaglia, quali sono le differenze?
"Con Stylophonic ho più libertà di espressione, attraverso tutti i generi che adoro. Con il supporto di un tecnico di studio, Roberto, formiamo questo pseudonimo."

La tua consolidata carriera di produttore cosa ci riserva per il futuro?
"Ho da poco prodotto due album, quello di Meg e quello di Bugo. A breve usciranno dei tools per dj fatti da me, mentre in primavera 2009 uscirà il nuovo Stylophonic."

Dove ti vedremo coinvolto nei prossimi mesi?
"Tanto in giro per l'Italia, Ibiza, Londra, Mosca e, forse, negli Stati Uniti e in Canada."

Cos'è cambiato in questa Milano dal lontano Plastic del 1987 in cui tu hai esordito?
"Molto, moltissimo. In quei tempi il Plastic rappresentava un mondo underground, con personaggi come Keith Haring, Andy Warhol e molti altri artisti, mentre oggi appare molto più una città diurna."

Come ti senti di definire le sonorità che proponi nei tuoi set?
"Musica da ballo moderna. Un mix tra minimal e molti diversi strumenti."

Quali regole mantieni nel tuo stile?
"La regola è la non presenza di regole. Il dj è curiosità: saper sorprendere e stupire."

Cosa non può mancare nella tua valigia di dischi?
"Freaks di Josh Wink e Chime degli Orbital."

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