Intervista a Simona Bencini

"Presto arriverò da te": incanti riflessivi per l'ex vocalist dei Dirotta su Cuba

Presto arriverò da te è il nuovo singolo di Simona Bencini, l'ex Dirotta su Cuba. Abbiamo conversato piacevolmente con la vocalist fiorentina, che ti colpice subito per il suo raggiante sorriso e per la grande passione che mette nelle cose che fa. 

Simona, sei una delle donne più interessanti del panorama musicale italiano. E' tutto genetico, visto che in famiglia...
"Ti ringrazio prima di tutto per tale considerazione! Effettivamente una predisposizione genetica c'è. Mio nonno Sergio suonava la chitarra e cantava gli stornelli, mia madre, Franca Fligor, che ha anche un bellissimo nome per fare la cantante, dai 6 anni ai 21 andava in giro con il padre a cantare per mantenere la famiglia, ha cantato in molte orchestre della zona fiorentina. Mio fratello Alberto suona la batteria e balla l'hip-hop ed io ho proseguito la carriera interrotta da mia madre. Il Dna perciò non è certo un'opinione!"

Tu sei fiorentina e vieni da una città che vive troppo di passato. Cosa ti ha lasciato di positivo Firenze per le tue scelte musicali?
"Nelle scelte mie musicali poco e niente... Firenze, anzi, è sempre stata una città rock, che pullulava di festival e concorsi soltanto per musica rock. Anzi è stato un miracolo che proprio da Firenze partisse questa vena funky! I Dirotta erano veramente delle mosche bianche al tempo, nessuno faceva  musica come la nostra. Era impossibile non notarci. Diciamo che la città in sè e per sè non ha contribuito un gran chè, non c'erano molti posti in cui suonare dal vivo (oggi ancora meno) e in giro solo rockettari. Però erano gli anni in cui io e Irene Grandi facevamo gavetta insieme, gli anni della formazione di grandi jazzisti come Stefano Bollani, del successo dei Litfiba e del movimento new-wave fiorentino, dei cantanti pop prodotti da Bigazzi e Dado Parisini. Sicuramente Firenze nei primi anni Novanta era molto più viva musicalmente rispetto adesso, questo sì. Le tendenze si sviluppavano e si seguivano. L'onda acid-jazz  per esempio è arrivata a Firenze come una fresca ventata di musica nuova e noi eravamo le star in patria! Oggi Firenze, e in genere la Toscana, si è dimenticata di noi."

L'incontro con i Dirotta su Cuba è stato un fulmine a ciel sereno! Quale è stato il successo di quel percorso musicale?
"Una favola bellissima, un sogno tanto desiderato e inaspettatamente realizzato. Il successo dei Dirotta è stato un mracolo, un'alchimia di elementi  nel momento giusto, nel posto giusto, con le persone giuste: un genere che in Italia non esisteva cantato in italiano, la caparbietà nel proporlo alle case discografiche nonostante diversi anni di porte sbattute, un nome originale, fortissimo che non si può non ricordare, un primo singolo come Gelosia che aveva sound, ritmo, melodia da tormentone, arrangiamento curatissimo, un testo orecchiabile, una grande energia nel live e alta qualità musicale. Tantissimi i musicisti in Italia nostri fans ci emulavano... insomma, c'era un'idea forte alla base e il momento storico giusto per proporla, grazie all'onda acid jazz che cominciava a spopolare in Italia. Difficile invece è stato mantenere alto il livello raggiunto col primo disco soprattutto da un punto di vista commerciale (vendemmo 100 mila copie). Quando non riesci più a raggiungere il traguardo del primo disco, arrivano le pressioni della casa discografica che si riflettono inevitabilemente all'interno del gruppo. Poi la crisi della vendita dei cd, l'arrivo di Internet che cambia il modo di acquistare la musica..."

Perchè hai deciso ad un certo punto di intraprendere la strada da solista e quali risultati potresti appuntare su questi nuovi passi?
"Non è stato facile prendere questa decisione, ci ho messo quasi due anni. L'uscita dal gruppo di Stefano De Donato nel 2000 ha lasciato dietro di sè  molte ferite aperte. Io e Rossano abbiamo cercato di proseguire da soli, ma non era più come prima, troppe energie sprecate in cose che con la musica non c'entravano niente... Intanto la mia casa discografica mi faceva la corte e così col tempo l'idea della solista ha cominciato a farsi strada dentro di me. Mi sono arricchita, sono diventata più forte. Ho preso lezioni di pianoforte ed ho scritto la gran parte dei  brani racchiusi in Sorgente, il mio primo album da solista, uscito nel 2005. Una cosa di cui sono orgogliosa, e che mi mancava coi Dirotta, è che ho cominciato a collezionare  tante collaborazioni con altri artisti: da Stefano Bollani a Elisa, da SarahJane Morris a Renato Zero".

"Presto arriverò da te" è il titolo del tuo nuovo singolo. Internet ha cambiato il modo di fruire la musica tanto che il tuo nuovo pezzo uscirà su I-Tunes. Perché?
"Io e il produttore Max Calò non abbiamo voluto aspettare la chiusura dell'album prima di farlo uscire... Essendo un brano "da viaggio", solare e positivo credevamo che non ci fosse momento migliore di questa estate per farlo uscire! La scelta di renderlo acquistabile solo sul web è sicuramente dettata prima di tutto dall'osservazione della realtà, di quello che sta succedendo sul web rispetto alla musica che sempre più viene caricata direttamente sul proprio I-Pod; l'altra è un fatto pratico, di velocità di  distribuzione del prodotto e di un ammortamento dei costi di stampa di un cd. D'altronde da pochi mesi ho seguito la strada delle etichette indipendenti, più appassionate e più entusiaste, ma con mezzi e budget minori".

Come vivi il rapporto con la rete e quanto la usi per migliorare il confronto con il tuo pubblico?
"Passo almeno un paio di ore al giorno di fronte al computer. La uso tantissimo proprio per manternere i rapporti col mio pubblico, soprattutto nei momenti in cui non sono in promozione. Ho un sito ufficiale, un forum tutto mio creato da una mia fan. A febbraio ho aperto la mia pagina su Myspace ed è diventata una droga! Compro musica sul web, leggo notizie, mi informo... Insomma utilizzo quotidianamente questo mezzo potentissimo che ha cambiato e sta cambiando il mondo, soprattutto l'utilizzo e l'ascolto della musica".

Milano è una città piena di energie, anche per quanto riguarda la nightlife. Quali locali ti piace frequentare e quali pregi trovi nella movida della nostra città?
"Quando mi sono trasferita a Milano, nel 2000, ero molto più mondana di adesso. Aperitivo al Bee-Tees in Piazza S. Eustorgio, che adesso non esiste più, un salto al Tocqueville o al Caffè Solaire, un panino da SergioEfisio fino a notte fonda. Adesso ho cambiato stile di vita. Non frequento più locali notturni. Prendo l'aperitivo al Living o al Radetzky ogni tanto, mi piace andare a scoprire nuovi ristoranti esotici (Shambalah, Finger, Ganesh ecc.) o trattorie tipiche (Trattoria Della Pesa, Trattoria Arlati, da Oreste, ecc.). Ogni tanto faccio qualche brunch la domenica al Nord Est Cafè o al Roialto, per mangiare e bere bene in compagnia di amici. Vado al cinema e vedo molti concerti al Blue Note. La cosa positiva della movida milanese è che ce n'è per tutti i gusti ed età, puoi scegliere... e quando puoi scegliere, è un altro vivere".

Progetti a breve scadenza...
"Concretamene un po' di live e promozione, ma soprattutto il proseguimento ed ultimazione della scrittura del nuovo album insieme a Max. Per quanto riguarda i miei sogni ne avrei tanti nel cassetto. Mi piacerebbe per esempio fare un disco acustico, oppure incidere in un'altra lingua per il mercato straniero. E fra un progetto e l'altro e i miei sogni... trovare il tempo per mettere al mondo un figlio... Che dici, troppa farina nel sacco?

In bocca a lupo per tutto!

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