Intervista

Intervista a Silvio Soldini

Una storia di tradimenti e passioni in tempo di crisi nell'ultimo film del regista, "Cosa voglio di più"

Venerdì 30 aprile esce nelle sale cinematografiche Cosa voglio di più, il nuovo film di Silvio Soldini con Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher e Giuseppe Battiston. La pellicola racconta con sguardo lucido e realista la storia di una giovane donna, Anna, che tradendo il suo compagno riesce per la prima volta riesce a mettere a fuoco la sua vita. Storia di tradimento e passione, insomma, per il regista milanese, che abbiamo incontrato e con cui abbiamo parlato del suo nuovo film.

Come mai proprio ora un film sulla passione?
"Era da un po' che ci pensavo ma, a dire il vero, l'idea per questo film viene da una storia vera, narratami da un'amica. I personaggi principali sono tutti tratti da quel racconto e così anche il contesto. Inoltre, dopo aver visto alcuni film, come Intimacy (di Patrice Chéreau, del 2001, n.d.r.), si è generato in me il desiderio di riprodurre delle scene di nudo senza trasmettere alcunchè di erotico, nè tantomeno pornografico".

Dopo due film ambientati a Genova è tornato a Milano, dove mancava cinematograficamente dal 1992. Come mai?
"Una storia del genere non avrei potuto che ambientarla a Milano. Anna (interpretata dalla Rohrwacher, n.d.r.) vive nell'hinterland milanese e tutti i giorni per lavorare va in centro con il treno, i suoi genitori e la zia stanno in periferia dove hanno una lavanderia, Domenico (il personaggio di Favino, n.d.r.) vive nei sobborghi di San Donato... Mi piaceva l'idea di indagare il rapporto centro-periferia, molto cambiato negli ultimi tempi, sia dal punto di vista sociologico che pittorico".

Nel suo film abbondano personaggi e punti di vista, ma Lei quale atteggiamento reputa più corraggioso: quello della traditrice che confessa o quello del fidanzato tradito, che non porta rancora e lascia all'amata la possibilità di scegliere?
"Nella narrazione delle vicende dei singoli personaggi ho cercato di trasmettere il massimo equilibrio. Non c'è un personaggio più coraggioso degli altri, non nella mia storia. Il film mostra la ricchezza delle possibilità umane, i diversi modi di reagire agli avvenimenti, ma non si schiera. Nessun messaggio di tipo morale voleva essere consegnato al pubblico."

In genere al cinema si vedono relazioni extraconiugali inserite in un contesto borghese, dove tutto è insoddisfazione e noia. Cosa voglio di più  parla di una realtà più povera, problemi economici oggi più che mai diffusi ...
"Io credo che in realtà l'insoddisfazione sia una cifra dell'uomo, a prescindere dalla particolare condizione economica nella quale ci si trovi a vivere. Molti di noi, come Anna, semplicemente se ne accorgono quando interviene qualcosa dall'esterno a smuoverci dal nostro torpore".

Quando Anna racconta all'amante che il suo capo si è risposato per la terza volta, lui le risponde: "Perchè il tuo capo ha i soldi"...
"Con quella frase non volevo certo dire che i ricchi non piangono, ma semplicemente sottolineare un dato di fatto. Se fosse stato più abbiente, Domenico (interpretato da Favino, n.d.r.), avrebbe magari anche potuto lasciare la moglie...".

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