Intervista a Silvia Burgio

Vocalist, dj, animatrice, poi il Grande Fratello, ora il Bagaglino. La poliedrica Silvia ci racconta le sue notti, a Milano e in Europa

Pronta per intraprendere una nuova avventura, come soubrette al Bagaglino, Silvia Burgio è nota come partecipante alla scorsa edizione del Grande Fratello. In realtà frequenta in varie vesti le notti milanesi, ed europee, da diversi anni. Ce le facciamo raccontare, non senza sorprese...

Come hai iniziato?
"Ero animatrice di feste dress code con costumi teatrali molto ricercati e preziosi, all'epoca studiavo anche canto ed animavo il mercoledi sera del Tocqueville. Facevo anche serate all'Hollywood e al The Club. Poi ho lavorato anche per la serata Pervert - che mi divertiva molto - e ho collaborato con lo Spazio Fitzcarraldo e Lelephant."

Com'è la nightlife che hai vissuto in Europa?
"Ho viaggiato molto, in particolare ho lavorato in Germania e in Spagna. Mi ricorderò sempre il Pascià di Monaco: una carica incredibile. Io ero su una pedana con un tavolo in stile imperiale, di fronte a me non vedevo niente per via delle luci soffuse. A un certo punto si sono alzate, un muro è spettacolarmente sceso e si è vista una sala gigantesca invasa da migliaia di persone che ballavano trasmettendo un'energia incredibile davvero!"

In Spagna invece?
"Ho lavorato per più stagioni a Ibiza, dove c'è molta voglia di divertirsi stando in mezzo alla gente e dove ci sono locali magnifici. Certo, sono contenta che ora sia passata la legge che vieta gli after: erano spesso luogo di eccessi, droghe, troppo alcool. Così il divertimento è decisamente più sano e l'energia, per me sempre fondamentale, è più palpabile!"

E la nightlife milanese?
"Ora c'è chiusura, meno voglia di sperimentare cose nuove e di investire in idee diverse... Ho come l'impressione che ci sia anche meno voglia di divertirsi. Si ricerca l'eccesso fine a sè stesso, non si crede più nel divertissement basato sull'energia che travolge e fa stare bene! Ultimamente mi sembra che ci si stia orientando solo per quelle proposte chic, poco accessibili alla gente normale, ed è un peccato. La Milano da Bere di un tempo, quella delle mille serate per tutti i gusti, è un po' svanita..."

Il tuo locale preferito a Milano?
"Amo molto il Plastic: ho trovato colore, divertimento e energia pura!"

E come'è la situazione delle location gay-friendly a Milano?
"Di certo Milano è la città più aperta in Italia. Devo comunque dire che non sono d'accordo sul locale o sulla serata gay, è ghettizzante, discriminatoria. Anche lo stesso gay pride è troppo orientato alla macchietta e al folclore. I diritti si devono rivendicare stando in mezzo alla gente, non isolandosi in una dimensione parallela!"

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