Intervista

Intervista a Sergio Friscia

Montalbano, Saviano, Piero Pelù, Giuliano Sangiorgi... I mille volti di un travolgente attore comico

Tv, cinema e teatro. Sergio Friscia, classe 1971, simpaticissimo comico siciliano, si è fatto conoscere al grande pubblico grazie alle sue spassose imitazioni. Tutti i lunedì, dopo X Factor, le sue maschere dilettano il pubblico di Scorie (Rai 2) e dal 24 marzo sarà su Canale 5 con la fiction Squadra Antimafia…Palermo oggi. È adesso al cinema con la pellicola diretta da Beppe Cino Quell'estate felice e fra i progetti futuri lo spettacolo teatrale Friscia Night Show…ho fatto 13!.

Le tue maschere sono sempre un successo. Qual è il tuo segreto? O meglio, il tuo X Factor?
"La semplicità, la passione e forse anche il fatto che sono paciocco. Sì, la mia morbidezza corporea trasmette sicurezza. Inoltre, porto in scena personaggi presi dalla realtà di tutti i giorni che fanno ricordare persone vicine".

Per esempio?
"Il signor Di Giovanni (settimo piano), fatto conoscere a livello nazionale su Macao (Rai 2), è nato per caso a Palermo. Tornavo a casa alle 4 del mattino, dopo un dj set. Nonostante l'orario, c'era per strada un un signore anziano che stava buttando la spazzatura, in vestaglia e pantofole. E da lì ho iniziato a sviluppare la sua storia, lui, di una passata generazione che deve affrontare le nuove tecnologie".

E quali sono invece le logiche che ti portano a scegliere ed imitare un personaggio?
"Non studio per mesi, diversamente da alcuni miei colleghi, ma lavoro d'istinto. Se un artista mi colpisce di primo acchito è fatta. Non si tratta di sole parodie, ma di esasperazioni, ingigantendo i loro modi di fare. Fra gli ultimi esempi Giuliano Sangiorgi. Lui si muove da figo, pur non avendo il fisico da modello. Quindi ecco che indosso una maglietta attillata e corta, mostrando un petto non proprio scolpito. Quanto al suo carattere, evidenzio l'aspetto solista vs gruppo".

Ti piace far ridere soprattutto con la musica. Ma hai imitato anche Cuffaro. Cosa ne pensi della satira politica?
"Sinceramente non mi diverte ed infatti non ho cavalli di battaglia del genere. Imito Cuffaro, sì, ma metto da parte il discorso politico. Parlavo del ponte... ma del ponte feriale, non di quello di Messina. E poi anche lui l'ha presa come uno scherzo: ero al Teatro Golden di Palermo e me lo sono ritrovato sul palco, insieme a me!"

Quali sono i comici che segui?
"Mi piaceva molto Antonio Albanese ai tempi di Mai dire Gol, quando si trasformava in Frengo, Alex Drastico o Pier Piero. Sono freschi, divertenti e poco costruiti".

La tua carriera parte delle tv private. Cosa le differisce dai grandi network?
"Sì, ho un trascorso nei villaggi, in radio – che mi è servito tanto a imparare i tempi - e nei canali locali. Il bello di questi ultimi è la libertà creativa. Non c'è l'ansia dell'Auditel o dello sponsor. Si può sperimentare e proporre del nuovo, diversamente da quanto succede sul piano nazionale".

Sei nel cast del corto diretto da Raul Bova 15 secondi, in cui si parla di pena di morte. Qual è la tua posizione?
"È un argomento molto delicato. L'uomo non può decidere della vita altrui. Occorre rafforzare la giustizia e servono pene più severe, ma non estreme".

Milano è una delle città che frequenti spesso. Cosa ti affascina di lei?
"Quando scherzo con Nicola Savino, dico che la cosa più bella di Milano è l'aereo per Palermo. Ovviamente scherzo, è che la vivo poco. Vado spesso al Q76, che tra l'altro è vicini agli studi di Via Mecenate. Amo la cucina siciliana, ma quando sono qui mi piace tantissimo il sushi".

È importante internet per il tuo lavoro?
"Assolutamente. Lo consulto ogni mattina, perché ogni giorno ho bisogno di notizie fresche. Poi tengo molto al mio sito, grazie al quale riesco a stare a stretto contatto con il mio pubblico".


 

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